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Cronaca Maddaloni

I carabinieri inchiodano il funzionario: “Ha preso il documento dalla borsa e voleva gettarlo”

Il retroscena sulla perquisizione a casa di Della Peruta raccontato dai militari durante il processo

Quando i carabinieri bussarono alla sua porta Michele Della Peruta, il funzionario del Comune di Maddaloni coinvolto nello scandalo dei condoni, tentò di disfarsi di un bollettino postale "pescato" all'interno della sua borsa da lavoro.

E' quanto ha confermato in aula da un maresciallo dei carabinieri che ha effettuato una perquisizione a casa del dipendente pubblico. "Aprimmo una borsa di pelle dove c'erano anche altre pratiche. Mentre stavamo facendo la perquisizione ci accorgemmo che Della Peruta prelevò dall'interno della borsa una busta di colore verde e se la mise in tasca. Gli chiedemmo di darci quanto aveva preso ma lui la gettò in un sacco dove c'erano dei giocattoli. A quel punto lo svuotammo a terra e trovammo quella busta. Al suo interno c'era un vaglia con un timbro recante una data del 1986". Il retroscena è stato svelato dal carabiniere nell'ambito del processo, celebrato stamattina al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che vede alla sbarra il dipendente pubblico insieme con un professionista, Michele Pietropaolo, ed una donna che avrebbe beneficiato di una pratica di condono.

Secondo la Procura Della Peruta nella sua qualità di responsabile dell'ufficio condoni del comune di Maddaloni, attraverso l'intermediazione del Geometra Michele Pietropaolo e di altri liberi professionisti deputati alla cura delle pratiche volte al rilascio del permesso di costruire in sanatoria, abusando chiaramente della sua autorità e dei suoi poteri, ha indotto o tentato di indurre alcuni cittadini maddalonesi a consegnargli un'indebita somma di denaro - a titolo di tangente - necessaria al fine di conseguire, attraverso un elaborato e collaudato sistema criminale, una sostanziosa decurtazione del "quantum debeatur" per il perfezionamento dell'iter procedimentale finalizzato all'ottenimento del condono edilizio.

Il sistema illecito, escogitato da Della Peruta, si sostanzia nell'utilizzo di falsi bollettini di conto corrente postale già validati e relativi agli anni 1986-1987, sui quali, il cittadino interessato ad ottenere la riduzione o l'azzeramento del debito con il Comune - dopo aver consegnato al funzionario pubblico una somma di denaro quale indebito corrispettivo dell'interessamento - avrebbe dovuto soltanto indicare un importo di denaro in lire; importo che poi sarebbe stato effettivamente decurtato dalla somma complessiva dovuta, attraverso l'inserimento del bollettino stesso - da parte del funzionario corrotto - nell'incartamento relativo alla pratica concernente la richiesta di sanatoria edilizia, in modo tale da far risultare che il pagamento degli oneri concessori, delle sanzioni e del conguaglio dovuto a titolo di oblazione, fosse già stato effettuato nel 1986 o nel 1987.

Nel collegio difensivo, tra gli altri, è impegnato l'avvocato Renato Jappelli.

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