Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Casal di Principe

Perde alle slot e vuole i soldi dal titolare: "Col nero e spezzacatene distruggiamo tutto"

Il 28enne ha fatto i nomi di esponenti della camorra per farsi consegnare denaro per giocare ma nel corso dell'interrogatorio si smentisce: "Non ricordo nulla"

La richiesta estorsiva alla sala slot

"A me mi chiamano u' schizzato, sono di Casale, chiedi alla gente chi sono, mi conoscono tutti, vengo co' Enzuccio o' nir, spezzacatene e spacc tutt'cos'stai sicuro che pierd o'post e lavor, a Casale non ci metti più piede". Sono queste le minacce proferite da Tommaso Corvino, 28enne residente a San Cipriano d'Aversa, destinatario di un ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari Ambra Cerabona del Tribunale di Napoli per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso eseguita, dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe, ai danni del titolare di una sala giochi di via Vaticale a Casal di Principe.

Il 22 giugno 2021, con violenza e minaccia derivante dal presunto legame con esponenti apicali del clan dei Nuova Vanelli Grassi e dei Verde, Corvino palesava il suo proposito di distruzione del locale cercando così di convincere il titolare della saletta a consegnargli somme di denaro per giocare alle slot machine. Proprio il rifiuto del titolare alla forzata dazione di denaro ha spinto il 28enne sanciprianese - gravato da specifiche 'dipendenze' - a paventare appartenenze con clan camorristici nonché facendo leva sulla propria provenienza da Casal di Principe.

Benché la dazione di denaro non si verificò, l'episodio generò un timore nel titolare dell'attività di gioco tanto da sporgere denuncia alla locale compagnia. I militari della stazione e della sezione operativa della compagnia casalese, grazie anche all'acquisizione dei filmati dei circuiti di video sorveglianza interni della hall gaming, sono risaliti a Corvino nei confronti del quale è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere per tentata estorsione aggravata dalle metodologie mafiose.

Corvino, difeso dagli avvocati Vittorio Caterino e Francesco Petito, in sede di interrogatorio di garanzia tenutosi presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere dinanzi al gip Ambra Cerabona del Tribunale di Napoli, ha chiarito la sua posizione rispetto ai fatti contestati asserendo di non ricordare nulla di quanto contestatogli dal denunciante poiché probabilmente si trovava in uno stato di alterazione psichica dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti.

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