Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Casal di Principe

Ricordi confusi e pentiti bugiardi: i motivi dello stop alla collaborazione di Sandokan

La Dda di Napoli ha valutato la collaborazione del boss casalese negativa: "Dichiarazioni non completamente veritiere"

La valutazione complessiva della collaborazione ha dato esito negativo: molte cose non dette e alcune dette diversamente nonostante i riscontri oggettivi. E' stata questa l'osservazione che ha portato la Dda di Napoli a interrompere il percorso di collaborazione avviato nel marzo scorso da Francesco Sandokan Schiavone, caploclan del Casalesi. 

Per i magistrati antimafia le dichiarazioni rese dal boss non sono risultate utili. Nei colloqui Sandokan è apparso 'lucido' a tratti. Preciso in merito a fatti e persone ma 'discordante' su dichiarazioni rese, 'annebbiate' dal trascorrere del tempo.  Il boss su efferati delitti o partecipazioni criminali dove altri collaboratori di giustizia hanno reso dichiarazioni anche auto accusatorie, Sandokan li ha 'smentiti' definendoli bugiardi.  Per la Dda quindi Il periodo ininterrotto per 26 anni, in regime di 41 bis 'ha messo a dura prova' la caratura del boss tanto da ritenere le dichiarazioni di Sandokan 'non completamente sincere'.

Tirate quindi le somme dal pool di sostituti procuratori che con cadenza bisettimanale hanno sostenuto gli interrogatori col capoclan, la valutazione complessiva è stata negativa ed è stato rispedito in carcere di nuovo in regime di 41 bis da circa una settimana.

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