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Cronaca Casal di Principe

Accusate dal genero di Bidognetti pentito: il giudice le scarcera

D'Angelo ha confermato la ricostruzione della Dda ma il Riesame rimette in libertà Carrino e Carrano

Il nuovo pentito le accusa: i giudici le scarcerano. L'Ottava Sezione del Riesame del tribunale di Napoli ha disposto la revoca della misura cautelare nei confronti di Francesca Carrino ed Annalisa Carrano, rispettivamente moglie e cognata di Sergio Nicola Kader - ritenuto il capozona del litorale domizio affiliato al clan dei Casalesi fazione Bidognetti - coinvolte nell'inchiesta della Dda di Napoli sulla riorganizzazione del clan dei Casalesi in particolare delle fazioni Schiavone e Bidognetti che ha portato all'emissione di 38 misure cautelari tra carcere, domiciliari e obblighi di dimora nonché all'iscrizione nel registro degli indagati di 45 persone.

La Dda partenopea ha depositato nel corso dell'udienza dinanzi alla corte del Tribunale della Libertà le dichiarazioni del neo pentito Vincenzo D'Angelo, marito di Teresa Bidognetti e genero di del capoclan Cicciotto e' Mezzanotte. Dichiarazioni quelle del neo pentito che hanno confermato le accuse mosse dai magistrati antimafia nei confronti di 'Chicca' Carrino e 'Lulù' Carrano, entrambe difese dall'avvocato Ferdinando Letizia.

Per gli inquirenti Francesca Carrino e Annalisa Carrano in virtù dell'esistenza del vincolo associativo del clan avrebbero ricevuto somme di denaro come sostentamento familiare. Data la diretta investitura di Giosuè Fioretto nei confronti di Kader come capozona del litorale domizio le due donne ricevevano somme di denaro provento di attività estorsive o di cessione delle sostanze stupefacenti di cui era autore Kader, parte delle quali (almeno 15.000 euro) sono finite nell'alveo delle indagini con l'aggravante di aver agito con finalità di agevolare il clan dei Casalesi fazione Bidognetti atteso che la percezione di tali somme contribuiva alla creazione di una rete di solida mutualità fra gli affiliati e rinsaldava il vincolo di solidarietà nell'ambito dell'associazione camorristica agevolando così il perseguimento degli scopi illeciti.

Chicca e Lulù dopo l'arresto di Kader erano deputate alla detenzione del libro mastro dei taglieggiati oltre che occuparsi della prosecuzione degli affari del congiunto come l'individuazione di società per il riciclaggio dei proventi illeciti. Nonostante le dichiarazioni del neo pentito D'Angelo in seno alla famiglia Bidognetti, i giudici del Tribunale delle Libertà hanno accolto l'istanza del legale delle due indagate avverso la misura cautelare emessa dal gip Vera Iaselli del tribunale di Napoli disponendo per le medesime la libertà.

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