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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca San Marcellino

Patto Schiavone-Bidognetti per le tabelle pubblicitarie: "Così ci siamo divisi i territori"

Il collaboratore di giustizia Mario Iavarazzo svela agli inquirenti il business ed inguaia il socio Aprile: "Era già in affari con Borrata"

Un patto tra il gruppo Bidognetti e gli Schiavone per la gestione degli impianti pubblicitari. Ne ha parlato Mario Iavarazzo, oggi collaboratore di giustizia e già condannato nell'ambito dell'inchiesta sul monopolio delle tabelle del clan. 

Iavarazzo è stato escusso dinanzi ai giudici del tribunale di Napoli Nord nel corso del processo a carico di diversi imputati tra cui Armando Aprile, 53 anni di San Marcellino, storico imprenditore nel settore delle affissioni. E proprio della figura di Aprile, Iavarazzo ha parlato a lungo nel corso di un interrogatorio del luglio 2020, depositato dal pm Fabrizio Vanorio in udienza. 

Iavarazzo ha ribadito agli inquirenti come Aprile fosse inserito nel meccanismo criminale degli impianti pubblicitari già dal 2006-2007. All'epoca per lavorare dovette trovare un accordo con Silvio Borrata, imprenditore ritenuto vicino al gruppo Bidognetti che aveva allontanato tutti gli altri fornitori. Iavarazzo riferisce che Aprile si rivolse a lui dicendo: "io devo stampare". E così iniziò a stampare i manifesti affissi sugli impianti di Borrata (non indagato in questo procedimento nda). 

Iavarazzo evidenzia anche come Aprile, almeno in due circostanze, avesse incontrato nell'abitazione di Borrata il killer Giovanni Letizia "il quale faceva mostra della sua appartenenza al clan anche in quelle occasioni". Cosa ci faceva un esponente dell'ala stragista in casa di un imprenditore? Secondo il narrato del collaboratore di giustizia, Borrata avrebbe fornito auto rubate ma anche armi e documenti falsi ad esponenti del clan. Ed in questo contesto che Iavarazzo conobbe Aprile entrando con lui in rapporti d'affari. 

"Quando io conobbi Aprile - ha riferito agli inquirenti - Quest'ultimo già conosceva come me Borrata, Entrai in contatto con lui per motivi inerenti agli affari nel settore della pubblicità poiché era comune interesse sia dei Bidognetti che di noi Russo-Schiavone gestire insieme tali affari". Il collaboratore di giustizia fa anche una divisione territoriale: gli impianti dei Bidognetti si estendevano sulla fascia litoranea nei comuni di "Lusciano, Parete, Castel Volturno" mentre il gruppo Schiavone avrebbe occupato l'area "più interna". 

Si torna in aula a maggio quando Iavarazzo verrà controesaminato dalle difese. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Mario Griffo, Carlo De Stavola, Elisabetta Carfora, Giuseppe Stellato, Massimo D'Errico, Giuseppe Laudando e Francesco Ianniello. 

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