Arrestato il patron della 'Clinica Pineta Grande'

Coinvolti anche un tecnico e un funzionario della Soprintendenza

Il patron della Clinica Pineta Grande Vincenzo Schiavone

Arrestato Vincenzo Schiavone, amministratore di fatto della struttura sanitaria 'Casa di Cura Pineta Grande'. Operazione del Nucleo Investigativo Carabinieri di Caserta che ha dato esecuzione all'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Divieto di dimora invece per Domenico Romano, tecnico di parte della struttura sanitaria e sospensione dell'esercizio dei pubblici uffici per un anno per Giuseppe Schiavone, funzionario della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Caserta.


Si tratta del proseguimento dell'indagine che nel gennaio del 2019 portò all'arresto di 7 persone per alcune vicende illecite che coinvolgevano il geometra Carmine Noviello, responsabile dell'ufficio tecnico comunale di Castel Volturno. Indagine che aveva fatto emergere l'esistenza di un sistema di connivenze e collusioni tra la parte pubblica e la parte privata, nelle persone di tecnici privati e di imprenditori, con interessi sul territorio castellano. E uno tra questi era, appunto, Vincenzo Schiavone. 

Nello stesso filone di indagine c'era statio anche il sequestro preventivo del gip (confermato dal Riesame) per alcune opere di ampliamento presso la struttura di 'Pineta Grande'. Ampliamento che comunque era stato autorizzato dal consiglio comunale di Castel Volturno.
Le indagini sono state avviate nel febbraio/marzo 2018 quando ci fu una richiesta di accesso da parte di un'altra struttura sanitaria, operante sempre nella provincia di Caserta, agli atti del procedimento amministrativo conclusosi con il rilascio da parte dell'ufficio tecnico di Castel Volturno del permesso di costruire numero 40 del 2017, accolta dal Tar Campania in cui si ponevano in evidenza alcune irregolarità in relazione al rilascio di questa autorizzazione edilizia-urbanistica. 

Le complesse indagini hanno fatto emergere come l'ampliamento si ponesse in palese violazione della normativa riguardante la realizzazione e l'ampliamento di strutture sanitarie. 

Le accuse sono di abuso di ufficio e falsità in atti pubblici, commessi da Domenico Romano e Giuseppe Schiavone, in relazione alla gestione della pratica in sanatoria relativa ad alcuni località di proprietà della clinica 'Pineta Grande' di Castel Volturno. 

Corruzione, falsità in atti pubblici, rivelazione di segreto di ufficio ed abuso di ufficio a carico di Vincenzo Schiavone, Domenico Romano e Carmine Noviello, perché proprio quest'ultimo si poneva a completa disposizione delle esigenze imprenditoriali di Vincenzo Schiavone consentendo di trovare degli escamotage che servissero a superare le problematiche inerenti la giustificazione dal punto di vista del fabbisogno, arrivando nel 2018 ad adottare anche atti non rientranti nella competenza del suo ufficio ma dell'ufficio Sanità. Al funzionario della Soprintendenza invece viene contestato invece che la pratica fosse carente, con relazioni paesaggistiche incomplete mancando di foto idonee a consentire, mediante simulazione, di valutare e apprezzare l'incidenza dell'opera sul contesto tutelato.

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