Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Orta di Atella

Palazzo crollato, famiglia dorme da 2 mesi nell'auto

La rabbia di una 'sfollata': "Vogliamo sapere quando torneremo nelle nostre case"

“Sono quasi 2 mesi che siamo stati sfrattati. Siamo stanchi. Non ne possiamo più. Dopo il crollo del palazzo di via Migliaccio vogliamo risposte certe dalla commissione straordinaria. Quando torneremo nelle nostre case?”. A chiedere aiuto è S. A., una cittadina di Orta di Atella che da settimane vive in macchina. “Sì, abbiamo preferito dormire in macchina perché ci è stato assegnato uno spazio provvisorio nell’ex istituto alberghiero ma dire che è una indecenza è dire semplicemente poco. Pensate che abbiamo preferito dormire in macchina rispetto a quello spazio invivibile. Manca tutto: servizi igienici e pulizia su tutto. Noi per docce e altro ci affidiamo a dei parenti ed amici ma così non si può più andare avanti”. E’ un grido d’allarme quello che viene lanciato con la speranza che arrivino risposte positive dalla triade commissariale. Quella del crollo è sicuramente una vicenda delicata: ci sono già tredici indagati, tra tecnici e proprietari per il crollo. La polizia municipale, agli ordini del Comandante Pasquale Pugliese, esperite le indagini che hanno riguardato il cedimento strutturale del fabbricato, il 29 giugno, e il successivo crollo avvenuto il 16 luglio e ravvisate ipotesi di reato, ha provveduto al sequestro penale di due fabbricati appartenenti a privati.

Sul tavolo degli inquirenti è stata depositata dal Comandante della Polizia Locale, nominato a gennaio 2020 dalla triade Prefettizia, una dettagliata informativa di reato che da indiscrezioni vedrebbe ben 13 indagati tra tecnici e proprietari e una richiesta di nomina di un Ctu per far luce sulle ipotesi del crollo, che solo per una circostanza legata al tempo, non si è trasformato in tragedia. L’attenzione quindi si sposta sul tavolo penale, dove si dovrà decidere nei prossimi giorni su come intervenire sulla messa in sicurezza dei fabbricati, atteso il pericolo di imminente del crollo del fabbricati. I tecnici nominati dai privati vorrebbero procedere alla demolizione controllata, ma è sussistente ed attuale il pericolo legato a una cavità sotterranea di cui non si conosce l’estensione che vedrebbe pericoloso l’accesso con mezzi pesanti. Intanto la Commissione Straordinaria ha provveduto all’attivazione del Centro Operativo Comunale per la gestione dell’emergenza, individuando la reperibilità dei funzionari preposti ed affidando il coordinamento al Comandante della Polizia Locale.

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