“Controlli inadeguati: serve l’esercito a Mondragone”

Lega e Fratelli d’Italia attaccano il governatore De Luca

La protesta ai Palazzi Cirio di Mondragone

“La situazione di Mondragone e della provincia di Caserta è diventata insostenibile”. E’ l’attacco che arriva dal coordinatore provinciale della Lega di Caserta Salvatore Mastroianni: “Le forze dell’ordine devono essere messe in condizione di fronteggiare tate grave situazione, pertanto le Istituzioni competenti si affrettino ad assumere decisioni significative che vadano nella direzione di assicurare vivibilità e sicurezza ai cittadini di Mondragone e della provincia di Caserta. Basta agli slogan inutili del governatore De Luca è l’ora delle decisioni importanti che salvaguardino cittadini e territorio”. 

Un intervento dell’esercito è stato chiesto dal segretario regionale di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano. “Seguo con crescente preoccupazione l'evolversi della situazione a Mondragone ed ho forti perplessità legate alle modalità con cui si sta gestendo la situazione nei Palazzi Cirio e tra la comunità bulgara: francamente inadeguate. Inutile allestire una parziale zona rossa, se questa poi viene sistematicamente elusa da chi è destinato a restare in quarantena. Il rischio è di trovare in giro per la città, nei negozi, nei campi, nelle fabbriche e sulle spiagge, persone potenzialmente infette. Se ciò dovesse capitare, la situazione già precaria, diventerebbe insostenibile. È il momento che Lo Sceriffo De Luca  la smetta di nascondere la polvere sotto il tappeto. Di sminuire la dimensione dell'emergenza. Di rischiare che il contagio dilaghi in maniera incontrollata. Per questo chiediamo con forza che sia l'Esercito Italiano a presidiare la zona rossa. Affinché la quarantena non diventi un atto solo formale”.

Il coordinatore provinciale di Forza Italia Giorgio Magliocca si è invece appellato "al grande senso di responsabilità dei cittadini di Mondragone a non raccogliere nessuna provocazione. Proclamare una zona rossa non significa abbandonare i cittadini al loro destino. Le proteste che si sono verificando da parte della comunità bulgara potrebbero trasformare un’emergenza sanitaria in un’emergenza di carattere sociale". Queste sono le preoccupazioni del Presidente che, parlando dei sui interlocutori in Regione boccia il loro operato: "Non voglio essere diplomatico, la Regione Campania ha fallito su questo punto perché oltre a chiudere le persone avrebbe dovuto occuparsi anche di dare assistenza". Infine rivolgendosi nuovamente ai cittadini dichiara: "Supereremo anche questa prova".

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“Quello che sta accadendo in queste ore a Mondragone è l’epilogo di quanto avevamo denunciato fin dal primo giorno, quando con i nostri attivisti sul posto abbiamo dimostrato l’assoluta assenza di qualunque forma di controllo". Lo afferma l'esponente del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino: "Non è stata messa in campo alcuna misura di carattere sanitario, né è stato previsto il coinvolgimento, che sarebbe stato più che opportuno, della Protezione civile. E’ la dimostrazione che le ordinanze di De Luca sono solo spot sulla carta, conditi da metafore buone per le sue dirette e per ispirare le gag di Crozza, e che se in questa regione stiamo uscendo da questa emergenza non con le ossa rotte, è solo per il senso di responsabilità dei nostri cittadini. Bisognava prevedere una task force operativa sul territorio, con mediatori culturali ed esperti che intervenissero anche sul piano sociale, oltre che su quello sanitario. E non parliamo con il senno di poi, ma in linea con una delle tantissime proposte che abbiamo prodotto nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Fare un provvedimento e poi abbandonare una comunità a se stessa – prosegue Ciarambino - è il leit motiv della gestione dell’emergenza da parte di De Luca. Di cittadini malati e abbandonati nelle loro abitazioni ne abbiamo perso il conto. E oggi, a causa dell’arroganza mista alla distrazione da campagna elettorale del governatore uscente, si rischia di far estendere un focolaio che poteva essere contenuto facilmente e con misure adeguate, mettendo a serio rischio un’intera comunità”.

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