Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Casal di Principe

Otto colpi di pistola a gas contro 'Casa Don Diana'. "Gesto di estrema gravità"

Il sindaco allontana le voci di una 'ragazzata'. Il coordinatore del Comitato: "Non ci fermeremo"

Otto colpi di pistola a gas contro 'Casa Don Diana' a Casal di Principe. Quattro colpi hanno raggiunto la finestra e sul balcone sono stati trovati 8 pallini. L'arma utilizzata per esplodere questi colpi contro il bene confiscato probabilmente è a gas ma questo non cambia di una virgola la gravità dell'episodio. Da una parte la città di Casal di Principe lottava contro la demolizione di una casa (in via Ancona) e dall'altra invece qualche delinquente (guai a chiamarli balordi) dava un segnale importante: non bisogna mai abbassare la guardia, nemmeno per un secondo. 

Il coordinatore del Comitato Don Peppe Diana, Salvatore Cuoci, ha detto che si sta "aprendo un vero e proprio vuoto nella nostra città. Il sindaco si dimette, partono gli abbattimenti, la camorra fa capolino sul territorio e ora anche gli spari contro uno dei luoghi simbolo della nostra città. Attendiamo le indagini ma c'è forte preoccupazione". 

Ma allo stesso tempo Cuoci dice che bisogna "rassenerare tutti coloro che vengono in sede, giovani e associazioni varie. Le nostre missioni sono più forti degli spari". 

Su quanto accaduto è intervenuto anche il sindaco dimissionario Renato Natale: "L'episodio, che immediatamente qualcuna definisce "una ragazzata", è di estrema gravità. Casa don Diana è simbolo dei processi di riscatto di questa città; prima la mostra degli Uffizi, a dare il segno della rinascita, e poi le centinaia di iniziative per la legalità, ma anche per la cultura e per i giovani. Quel luogo è oramai punto stabile di riferimento di decine di organizzazioni sociali. Certo può essere stato il gesto di qualche ragazzo desideroso di fare solo un po' di danno, ma questo non sminuisce la gravità del gesto. Sul posto c'erano già i carabinieri a svolgere le loro indagini e sono sicuro che la loro professionalità porterà in tempi rapidi a risultati e sapremo chi è l'autore dello gesto. Intanto però facciamo sentire agli amici del Comitato don Diana la nostra vicinanza e l'invito a continuare tranquillamente la loro azione".

Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra, ha parlato invece di "atto intimidatorio probabilmente, perché non si spara a casaccio, soprattutto a Casal di Principe, contro la sede dell'associazione dedicata a Don Peppe Diana. Gravissimo". 

“In questa casa, la paura non è di casa. Colpi d’arma da fuoco contro Casa Don Diana, a Casal di Principe. Non avevamo dubbi che i quattro colpi di pistola sparati contro il bene confiscato alla camorra non fermeranno la battaglia per liberare quelle terre dalla dittatura della camorra perché, anche negli anni del terrore, hanno resistito donne e uomini alla prepotenza e alla violenza criminale. Attorno alla figura e al sacrificio di don Peppe Diana, il parroco ucciso dalla camorra, è nato e cresciuto il seme della bellezza e del riscatto. Noi siamo tutti casalesi e la camorra è una montagna di merda”. Lo afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto.

“Deve essere garantita - dichiarano il coordinatore provinciale di Articolo Uno Alessandro Tartaglione ed il responsabile legalità Antonello Fabrocile - massima tutela nei confronti di coloro che quotidianamente si adoperano in maniera volontaria affinché i beni confiscati alla camorra rivivano in funzione sociale, innescando processi di sviluppo locale e accrescimento della coesione delle comunità, oltre che rappresentare momenti di formazione per una coscienza civica e di legalità. Il nostro partito si adopererà affinché sia data massima attenzione a questi temi anche con l'organizzazione di iniziative volte alla divulgazione di esperienze positive oltre che all’evidenziazione di elementi di difficoltà che limitano lo spirito legislativo che sta alla base dell'utilizzazione degli immobili confiscati alla criminalità”.

"La sequenza di colpi di pistola esplosi contro la porta del Comitato don Peppe Diana a Casal di Principe è indicativa di un clima inquietante che coinvolge la vita della comunità ed è rivelatrice di un atteggiamento intimidatorio nei confronti di chi pone in primo piano il proprio impegno civico a favore della legalità. La lotta alla cultura criminale passa attraverso la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini, oltre che per l'utilizzo democratico dei beni comuni. A maggior ragione colpire la sede del Comitato, ospite di un edificio liberato dalla presenza ingombrante della camorra, è un atto insopportabile e da condannare in modo netto. Siamo vicini agli animatori dell'associazione che da sempre lavora con i giovani e si batte per sottrarre ai clan importanti spazi aggregativi". Con queste parole il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, stigmatizza la vicenda di Casal di Principe.

“La notizia dei colpi di pistola a gas contro la casa di Don Peppe Diana a Casal di Principe, proprio oggi nel giorno dell'anniversario della morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ci fa riflettere su quanto ancora ci sia da fare per estirpare il seme della criminalità organizzata nella nostra terra.  Siamo certi che il comitato Don Peppe Diana non si lascerà intimidire e continuerà a lottare, ispirato dalle lotte e dal sacrificio del parroco ucciso dalla camorra. Noi vogliamo tutelare e valorizzare tutte quelle realtà che rappresentano presidi di legalità sul territorio e riaffermare la presenza dello Stato per le strade della nostra città”. Lo dichiara Catello Maresca, candidato sindaco del centrodestra a Napoli. "Condanniamo fermamente il vile gesto accaduto ieri sera a Casal di Principe (CE) dove sono stati esplosi alcuni colpi di arma verso lo stabile confiscato che ospita la "Casa di Don Diana". Dalle prime indagini pare che il gesto sia stato compiuto con un'arma a gas. Non sappiamo se si tratti di atti intimidatori o "ragazzata", per noi resta la gravità del gesto verso un simbolo di lotta alla criminalità e all'ingiustizia. Da parte della Commissione Antimafia nessun passo indietro davanti alla criminalità. Lo Stato non può concedersi nessun segale di debolezza nella lotta alle mafie". Così in una nota i parlamentari leghisti in Antimafia Gianluca Cantalamessa e Francesco Urraro.

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