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Cronaca Casal di Principe

Orsi fa impresa dai domiciliari: Italiana Multiservizi fondata 12 giorni prima della scarcerazione

L'imprenditore al centro dell'inchiesta sugli appalti a Capua ottenuti grazie alla corruzione di due dipendenti

Una società costituita 12 giorni prima della scarcerazione, uno schema collaudato di infiltrazione nelle pubbliche amministrazioni per i favori del clan di appartenenza, le liste da presentare per dare una parvenza di pluralità. Erano questi gli escamotage utilizzati dalla Orsi family per turbare, con collusioni corruttive, la regolarità delle gare indette dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, società con capitale di maggioranza pubblico con sede a Capua finita nel mirino dell'inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo di Aversa coordinata dalla Dda di Napoli, che ha portato all'arresto di 5 persone con altre 6 persone gravate dal divieto di dimora o l'interdizione dai pubblici uffici.

Un sistema ben collaudato con il fine principale di agevolare il clan dei Casalesi. Carlo Russo e Vincenzo Filomena agivano in qualità di incaricati di pubblico servizio essendo rispettivamente il Rup della procedura di scelta del contraente e del progettista dell'ufficio Tecnico del Cira avendo contatti con gli Orsi. Sergio e Adolfo Orsi, padre e figlio, come imprenditori con interessi all'aggiudicazione della gara e come organizzatori dell'attività di turbativa incontrandosi direttamente con Filomena e Russo per programmare le attività di turbativa dell'incanto dietro promessa di elargire compensi corruttivi. Antonio Fago in qualità di intermediario tra Filomena e Russo con gli Orsi. Fabio Oreste Luongo in qualità di fornitore del nome dell'impresa Co.Bi Srl, chiamata ad essere invitata alla gara solo per dare parvenza di pluralità di inviti durante l'incanto.

La società affidataria delle gare truccate era la Italiana Multiservizi Srl di cui risulta formalmente socio Salvatore Orsi, nipote di Sergio Orsi in quanto figlio del deceduto Giovanni Orsi. Tale società viene costituita il 1 settembre 2020, 12 giorni prima della scarcerazione di Sergio Rossi dagli arresti domiciliari avvenuta il 13 settembre. La società risulta avere un capitale di 1500 euro, suddiviso al 50% tra Orsi e Felice Ciervo, entrambi imparentati con la Orsi family. La scelta della sede legale coincide con la residenza della cognata di Sergio Orsi e che fino al 24 giugno 2021 non risultava aver mai presentato alcun bilancio né aver partecipato ad altre gare d'appalto con la pubblica amministrazione.

Le intercettazioni poi disvelano il legame con Adolfo Orsi e la società giacché risulta detentore delle credenziali di accesso alle piattaforme Mepa e Consip. Il 'desiderio' della famiglia Orsi è quello di espandere la società tanto da recarsi presso il loro commercialista col quale discutono delle prospettive della società Italiana Multiservizi.

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