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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Aversa

Omicidio del sindaco: indagati carabinieri, imprenditori e boss. Sequestrati pc e cellulari

Perquisizioni anche a casa dei militari casertani Cagnazzo e Cioffi. I familiari di Vassallo: "Percorso che abbiamo sempre individuato"

Dopo 12 anni potrebbero arrivare ad una svolta le indagini sull'omicidio del sindaco di Pollica-Acciaroli Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010 con 9 colpi di pistola. Per gli inquirenti Vassallo avrebbe scoperto un traffico di droga nella sua Pollica con base nel porto turistico. Era pronto a denunciare tutto. Per questo venne messo a tacere, per sempre.

Indagati carabinieri, imprenditori e boss

I carabinieri su delega della Dda di Salerno hanno effettuato perquisizioni a carico dei 9 indagati. Si indaga per l'omicidio del sindaco, per il traffico di droga ma anche sui depistaggi che in un primo momento indirizzarono l'attenzione degli inquirenti su persone estranee ai fatti. Tra gli indagati figurano 3 carabinieri, tra cui il colonnello Fabio Cagnazzo, di Aversa, ed l'ex brigadiere Lazzaro Cioffi, di Casagiove e già condannato a 15 anni nell'ambito di un'inchiesta sullo spaccio di droga. Con loro - riferiscono i colleghi di SalernoToday - sotto indagine anche un terzo carabiniere, Luigi Molaro, l'imprenditore Giuseppe Cipriano (titolare di una sala cinematografica a Scafati), i fratelli Domenico, Giovanni e Federico Palladino che gestiscono una struttura ricettiva; Romolo e Salvatore Ridosso, ritenuti componenti del clan camorristico scafatese dei Loreto-Ridosso. Cagnazzo, Molaro, Cioffi, Cipriano ed i tre Palladino sono indagati per droga. L'accusa di omicidio, invece, è stata ipotizzata nei confronti dei tre carabinieri, di Cipriano e dei due Ridosso. 

Sequestrati pc e cellulari

I carabinieri del Ros hanno effettuato perquisizioni nella casa di Frosinone di Cagnazzo e nell'abitazione in Calabria dove Cioffi si trova ai domiciliari. All'ex brigadiere, residente a Casagiove, i carabinieri stamani hanno sequestrato il cellulare ed il computer. Cioffi, che era già indagato per il delitto del "sindaco pescatore", nel 2018 fu sottoposto ad interrogatorio ma, assistito dall'avvocato Saverio Campana, si avvalse della facoltà di non rispondere.

La lettera anonima che accusa i carabinieri

Secondo una lettera anonima - resa pubblica dalla trasmissione "Le Iene" - Cagnazzo, tra i primi ad arrivare sul luogo dell'omicidio, avrebbe coperto Cioffi, tra i suoi stretti collaboratori all'epoca in cui era comandante a Castello di Cisterna. Non solo. Senza alcuna autorizzazione Cagnazzo avrebbe sentito alcuni dei presenti in paese e prelevato le immagini delle telecamere di sorveglianza di un tabacchi in cui sono state riprese le ultime immagini del sindaco pescatore in paese, consegnate poi agli inquirenti. Una circostanza che l'ufficiale ha sempre giustificato con l'esigenza di salvaguardare le immagini, ma che in questa fase viene considerata come un elemento nei suoi confronti.

I familiari: "Fiducia in attività pm"

La notizia delle perquisizioni per il delitto di Vassallo, su cui è calato il silenzio per 12 lunghi anni, ha provocato reazioni dai familiari del sindaco ucciso al mondo della politica e delle associazioni. "E' il percorso che abbiamo da sempre individuato - ricorda Massimo Vassallo, fratello di Angelo - ed era evidente che non ci fosse altra strada da percorrere rispetto al traffico di droga e al coinvolgimento di personaggi legati alle istituzioni. Siamo fiduciosi nell'attività di Borrelli e del pm Colamonici che abbiamo incontrato in questi anni e negli ultimi mesi".

Le reazioni

"Dopo 12 anni dall’omicidio di Angelo Vassallo, la svolta nelle indagini è sicuramente una bella notizia. Il sindaco di Pollica è un simbolo di coraggio, legalità, lotta per l’ambiente e contro la criminalità. Il Movimento 5 Stelle non si è mai dimenticato del “sindaco pescatore”, abbiamo messo in campo tutto il nostro impegno su questa vicenda, restando al fianco della famiglia e di tutti quelli che chiedono giustizia. Continuiamo a difendere i suoi valori e il suo esempio, per la verità", commenta il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Anche Legambiente ha espresso sconcerto sui "clamorosi depistaggi" su cui indaga la Dda di Salerno sul presunto coinvolgimento di un alto ufficiale dell'Arma dei carabinieri. Dopo tanto buio finalmente si intravede la luce. Il nostro pensiero è rivolto alla famiglia di Angelo che non si è mai arresa lottando per la verità e giustizia”, commenta Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente e di Mariateresa Imparato presidente Legambiente Campania.  

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