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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca Aversa

Sindaco ucciso, i sospetti sul colonnello: "Depistaggi già pianificati e garantiti"

Per la Procura Cagnazzo e Molaro avrebbero sviato le indagini sul delitto Vassallo. Il giallo dei filmati prelevati dal tabacchi

Il colonnello Fabio Cagnazzo, originario di Aversa, avrebbe svolto un'attività di depistaggio "già in precedenza pianificata e garantita". E' quanto si legge nel decreto di perquisizione della Dda di Salerno notificato a 9 indagati per l'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica-Acciaroli ucciso nel settembre 2010 con 9 colpi di pistola. 

Le accuse a carico degli indagati sono a vario titolo di omicidio aggravato in concorso e associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. L’omicidio di Vassallo, si legge nel decreto firmato dal pm Marco Colamonici e dal procuratore Giuseppe Borrelli sarebbe stato "seguito da una attività di depistaggio già in precedenza pianifica e garantita, realizzata dal colonnello Cagnazzo e dal brigadiere Luigi Molaro", anche lui indagato. 

Il decreto - riferisce il Corriere della Sera - precisa poi che "sussistono fondate ragioni" a sostegno di questa ricostruzione pur essendo, il depistaggio avvenuto con "ruoli ancora da definire e per finalità ancora da accertare". Cagnazzo che era in vacanza ad Acciaroli, frazione di Pollica, avrebbe provveduto ad acquisire in prima persona con Molaro, pur "in assenza di ogni incarico e in contrasto col ruolo di meri turisti", i filmati delle telecamere di video sorveglianza di un tabacchi per indirizzare le indagini su soggetto in nessun modo coinvolto nel delitto.

"Va evidenziato - scrivono ancora i magistrati - che nell’immediatezza né Cagnazzo né Molaro hanno mai fatto cenno a questa pre-visione dei filmati, sostenendo anzi di averli visti solo successivamente". Un comportamento "fortemente indiziario", non attenuato dalle successive e parziali ammissioni "avvenute solo dopo che questo ufficio aveva disposto il sequestro delle apparecchiature".

In base a quei filmati Cagnazzo stilò una relazione nella quale non solo individuava in un "noto spacciatore" locale il possibile autore del delitto, ma accreditava questa tesi nella "acredine nutrita da Vassallo nei suoi confronti". Quanto alla premeditazione, i pm sottolineano il dettaglio di una telefonata senza risposta tra Molaro e Cagnazzo avvenuta due minuti dopo il delitto e che sarebbe servita per sostenere il futuro alibi con un appuntamento a cena. Per provare a risalire alle conversazioni di quelle ore, assieme alla perquisizione è stato disposto il sequestro dei cellulari degli indagati.

"Abbiamo appreso da notizie di stampa che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno ritiene di avere individuato i responsabili dell'omicidio di nostro fratello Angelo, con il coinvolgimento di appartenenti alle forze dell'ordine, oggi indagati per l’omicidio di nostro fratello e per traffico di droga, insieme a malviventi della criminalità organizzata. E’ con dolore ed amarezza che registriamo che questi risultati investigativi confermano quanto per anni abbiamo denunciato, compresi certi depistaggi che potevano avere come unica spiegazione la complicità fra depistatori e assassini".

A dirlo in una nota congiunta sono i fratelli del Sindaco Pescatore Dario e Massimo Vassallo, presidente e vice della Fondazione Angelo Vassallo. "Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra personale gratitudine ai magistrati della Procura Distrettuale Antimafia di Salerno che hanno dimostrato di saper guardare in faccia le verità senza timidezza alcuna anche nei riguardi dei “complici eccellenti”, e perciò confidiamo che finalmente possa essere fatta giustizia e che presto possa svolgersi un processo, in cui con il nostro difensore Antonio Ingroia ci costituiremo parte civile perché giustizia sia fatta sino in fondo", concludono.

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