Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Parete

Vincenzo ucciso e fatto a pezzi, ultimo round in Cassazione per Guarente

La Suprema Corte deve decidere sul ricorso del cuoco accusato dell'omicidio dell'attivista Lgbt Ruggiero

Si attende il verdetto della Corte di Cassazione per l'omicidio di Vincenzo Ruggiero, l'attivista Lgbt di Parete ucciso e fatto a pezzi nel 2017 ad Aversa. Unico imputato il reo confesso Ciro Guarente, ex cuoco della Marina Militare. Il suo legale, l'avvocato Dario Cuomo, nel corso dell’arringa difensiva, ha chiesto ai giudici di rideterminare la pena, almeno per evitare a Guarente l’isolamento diurno. La Procura generale aveva invece chiesto la conferma della condanna emessa sia in primo grado dal gup di Napoli Nord e poi confermata in Appello. Istanza a cui si è associato il legale della famiglia della vittima Cerchia. 

La sera del 7 luglio 2017 Guarente si recò nell'appartamento di via Boccaccio ad Aversa che Ruggiero condivideva con la bella trans Heven Grimaldi, legata a Guarente da una relazione sentimentale. Il cuoco voleva un chiarimento con Vincenzo ma dalle parole si è passati ai fatti.

Esplode una lite ed il 25enne di Parete resta ucciso. A quel punto Guarente decide di farlo sparire. Vincenzo viene fatto a pezzi, una parte dei suoi resti sciolta nell'acido, una parte viene occultata sotto uno strato di cemento fresco in un garage di Ponticelli. Solo 20 giorni dopo gli organi inquirenti riescono a risalire a quella cantina dell'orrore rinvenendo ciò che restava del corpo del 25enne. 

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