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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Cellole / Via Pietre Bianche

Professore ucciso e dato alle fiamme: "Non l'ho ucciso io per me era un benefattore"

Nel corso del lungo interrogatorio Angelo Gentile ha raccontato la sua versione dei fatti ma spuntano rancori per un vecchio debito

“Non l’ho ucciso io per me era un benefattore, mi ha aiutato in un momento difficile della mia vita”. Sono le dichiarazioni rese da Angelo Gentile, 84enne di Baia Domizia, nel lungo interrogatorio durato ben 4 ore, dinanzi ai sostituti procuratori Chiara Esposito e Gionata Fiore che hanno emesso nei suoi confronti un fermo di indiziato delitto per omicidio e distruzione di cadavere.

Per gli inquirenti l’84enne sarebbe responsabile del feroce assassinio di Pietro Caprio, 58enne di Cellole, ritrovato carbonizzato a bordo della Dacia Duster - intestata all’anziana madre 83enne- in prossimità del canneto di via Pietre Bianche a Baia Domizia sabato 4 novembre. Assistito dal suo legale Gabriele Gallo, l’indagato ha spiegato i motivi della conoscenza con la vittima definendolo più volte nel corso dell’interrogatorio reso, come un benefattore. “Lo conobbi nel 2002 quando mi trovai in difficoltà economica e mi rivolsi a lui che mi prestò 10.000 euro. Gli ho restituito tutto poche settimane fa; gli ho dato 50.000 euro. Lui non mi portava fretta, non mi ha mai fatto minacce per farmi pagare, mi mandava una imbasciata qualche giorno prima della consegna dei soldi e ci davamo appuntamento”.

Una sorta di ‘benefattore’ non solo per l’indagato, benchè abbia restituito alla vittima una somma maggiorata dal 400% di interessi, ma per molti ‘richiedenti’ del litorale domizio in special modo per coloro i quali hanno voluto intraprendere una attività commerciale. E’ il profilo che sta emergendo dalle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca e che pare essere il movente alla base dell’omicidio. Difatti il professore di educazione fisica in servizio a Minturno mostrava un tenore di vita ‘troppo alto’ per essere un semplice insegnante e pur essendo il socio di una cooperativa di salvataggio il’ giro di denaro’ che aveva Caprio non pare giustificasse immediate disponibilità di denaro in contanti, con ‘ cifre base’ dai 1000 ai 10.000 euro, su cui si stanno focalizzando gli inquirenti.

Nel racconto dell’indagato qualcosa però non ha convinto gli inquirenti, a partire dall’atteggiamento che mostrava Angelo Gentile quando ripercorreva la “vecchia conoscenza col suo benefattore”. Difatti ha mostrato non pochi momenti di rancore. Eppure quando le domande dei pm si sono fatte più serrate alla luce delle immagini dei circuiti di videosorveglianza che immortalavano la sua vettura, l’indagato ha inanellato una serie di “non ricordo”. “Non mi pare che venerdì pomeriggio (3 novembre) ho preso l’auto". Le immagini però sono nitide. Alle 14 circa da una telecamera installata in via Pietre Bianche si scorge la vettura della vittima e la vettura dell’84enne, una Fiat Palio che si dirigono verso il canneto e dopo 23 minuti esatti si vede dai filmati uscire dalla strada solo la vettura di Angelo Gentile.

L’atroce delitto si sarebbe consumato in soli 23 minuti. I militari a casa dell’84enne hanno sequestrato due fucili da caccia a doppietta e la Fiat Palio. Caprio presumibilmente sarebbe stato attinto da un colpo di fucile che ne avrebbe determinato il decesso e poi dato fuoco a bordo della sua vettura per eliminare ogni traccia. Nei prossimi giorni è prevista l’udienza di convalida del fermo.

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