Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Castel Volturno

Ucciso per un'auto rubata, testimoni chiave 'scomparsi nel nulla'

Uno dei due sarebbe in Francia. Capitano dei carabinieri racconta le indagini ai giudici

I due testimoni chiave non sono reperibili. Colpo di scena al processo per l'omicidio di Anthony Amadi, 30enne nigeriano noto come George, ucciso a Castel Volturno nel febbraio dell'anno scorso. Da informazioni apprese dalla Procura uno dei due, entrambi stranieri, risulterebbe domiciliato a Grenoble, in Francia, mentre dell'altro si sarebbero perse le tracce. 

E' quanto accaduto in Corte d'Assise a Santa Maria Capua Vetere nel processo a carico di Assan Maged Osseran, 52 anni della Costa d'Avorio, e di Mohamed Saussi, tunisino di 38 anni, accusati del delitto. Nel corso dell'udienza è stato ascoltato il capitano dei carabinieri Lorenzo Galizia, all'epoca in servizio presso il reparto territoriale di Mondragone, che ha effettuato le indagini sul delitto. 

Indagini che partirono in seguito al ritrovamento del corpo di Amadi nei pressi della Domitiana, a Castel Volturno. La vittima era sotto intercettazione telefonica avendo avuto contatti con persone coinvolte in un'indagine sullo spaccio degli stupefacenti nelle mani di gruppi organizzati africani. E proprio dalle intercettazioni due persone (i testimoni irreperibili) avrebbero fatto riferimento al delitto. Si tornerà in aula a metà marzo. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Paolo Di Furia e Giuseppe Guadagno. 

L'omicidio di Amadi è avvenuto la notte tra il 26 ed il 27 febbraio di quest'anno, quando il 30enne venne ucciso con una coltellata. Entrambi gli imputati, che ascoltati dagli inquirenti si sono accusati vicendevolmente, hanno un movente. Saussi, carrozziere, aveva visto la vittima a bordo di una vettura rubata qualche giorno prima presso la sua officina. Osseran, invece, è coinvolto per questioni legate agli stupefacenti (Saussi disse agli inquirenti che dopo la colluttazione, in cui era rimasto in auto, vide Osseran prendere qualcosa dallo zaino della vittima, dove vennero rinvenute solo delle candele). Secondo quanto ricostruito i due, a bordo di un'Alfa Romeo, intercettarono Amadi a bordo dell'auto rubata e dopo averlo speronato lo aggredirono. Uno dei due tirò fuori un coltello che attinse la vittima al cuore, non lasciandogli alcuno scampo.

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