Cronaca Mondragone

Freddato con due colpi di pistola, giallo sulle scarpe del killer

'No' dei giudici a nuove prove per il delitto di Longobardi. Processo alle battute finali

Alcuni dettagli tecnici dell'omicidio di Ferdinando Longobardi, 29enne mondragonese freddato con due colpi di pistola al torace il 4 settembre 2019 nei pressi della propria abitazione nel Rione San Nicola a Mondragone, restano un giallo.

Nel processo a carico del killer Luigi Ottavio Manzilli, 33enne di Mondragone, alcuni 'dettagli' di quella tragica sera sono destinati a restare irrisolti. Tra questi il numero esatto delle Converse bianche indossate dal killer macchiate dal suo stesso sangue anziché del sangue della vittima, a dimostrazione che ci fosse stata una discussione tra vittima e carnefice; l'acquisizione di filmati dei circuiti di video sorveglianza privati e commerciali siti nell'area interessata dall'omicidio; una ferita ad un arto superiore di Manzilli; il rinvenimento di un coltello accanto al corpo esanime di Longobardi. Prove che sono destinate a restare fuori dal processo.

I giudici della Corte D'Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, infatti, non hanno ammesso la richiesta di integrazioni probatorie rinviando il processo agli inizi di febbraio per la requisitoria del pm e le arringhe dei difensori sia di parte civile, rappresentata dall'avvocato Ferdinando Letizia, che dell'imputato, difeso dall'avvocato Alfonso Quarto.

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