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Cronaca Castel Volturno

Ucciso da una coltellata, la fidanzata della vittima parla in aula

Il processo per il delitto di Castel Volturno. Uno dei due sospetti killer avvisò la donna invitandola a mettersi sulle tracce del compagno assassinato

Assan Maged Osseran, uno dei presunti killer, avvisò la fidanzata della vittima. E' quanto emerso nel corso del processo per l'omicidio di Anthony Amadi, 30enne nigeriano, ucciso a Castel Volturno nel febbraio dell'anno scorso. 

Stamattina, dinanzi alla Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stata la volta della donna chiamata sul banco dei testimoni per ricostruire l'omicidio per il quale sono imputati lo stesso Osseran, 52 anni della Costa d'Avorio, e Mohamed Saussi, tunisino di 38 anni. La donna ha riferito in merito ad alcune intercettazioni telefoniche captate nei giorni immediatamente successivi al delitto, avvenuto tra il 26 ed il 27 febbraio. 

In una di queste una donna, sotto il suggerimento di un uomo, avvisò la fidanzata di Amadi del fatto che Assan avrebbe riferito di aver saputo da un uomo, di cui non fa il nome, che a Kingsley (questo l'alias della vittima) potrebbe essergli successo qualcosa di male e che se fosse stato arrestato dalla polizia sarebbe stato molto meglio. Questa la ricostruzione della donna, confermata in aula. Il processo riprenderà a fine mese. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Paolo Di Furia e Giuseppe Guadagno. 

L'omicidio di Amadi è avvenuto la notte tra il 26 ed il 27 febbraio del 2020, quando il 30enne venne ucciso con una coltellata. Entrambi gli imputati, che ascoltati dagli inquirenti si sono accusati vicendevolmente, hanno un movente. Saussi, carrozziere, aveva visto la vittima a bordo di una vettura rubata qualche giorno prima presso la sua officina. Osseran, invece, è coinvolto per questioni legate agli stupefacenti (Saussi disse agli inquirenti che dopo la colluttazione, in cui era rimasto in auto, vide Osseran prendere qualcosa dallo zaino della vittima, dove vennero rinvenute solo delle candele). Secondo quanto ricostruito i due, a bordo di un'Alfa Romeo, intercettarono Amadi a bordo dell'auto rubata e dopo averlo speronato lo aggredirono. Uno dei due tirò fuori un coltello che attinse la vittima al cuore, non lasciandogli alcuno scampo. 

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