Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Capua

Omicidio di Pasqua, processo finito dopo il suicidio del killer: "Non c'è stata giustizia"

La Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere ha emesso il dispositivo a seguito della morte di Ihor

Sentenza di non luogo a procedere per morte del reo. E’ stata questa la pronuncia della Corte d’Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - presieduta dal giudice Roberto Donatiello con a latere Honorè Dessi – nei confronti di Ihor Varvachyn, 50enne ucraino, accusato dell'efferato omicidio dell'amico e connazionale Pavlo Zapprozhets, suo connazionale di 47 anni, ucciso con 30 coltellate la sera di Pasqua del 2022 all'interno di un container in un fondo presso il New Village Dog in località Canale a Pastorano.

Il 50enne, recluso all’istituto penitenziario "Francesco Uccella" di Santa Maria Capua Vetere, il 22 dicembre 2023 decise di togliersi la vita, impiccandosi. Dopo un colloquio con la compagna rientrò in cella e compì l'insano gesto. Venne trovato dagli agenti della polizia penitenziaria sospeso a mezz’aria. Ancora sgomento e rabbia tra i familiari della vittima rappresentati dagli avvocati Francesco Parente e Debora Di Maio. "Ce l'hanno ammazzato come un cane e non avremo giustizia, Ihor doveva pagare per quello che ha fatto", fu la reazione alla scoperta del suicidio del 50enne ucraino.

Oggi alla lettura del dispositivo solo l’amara considerazione: “Non c’è stata giustizia, due morti assurde, le loro anime non troveranno pace”. Il processo era ormai alle battute finali, Ihor Varvachyn non ha retto alla tensione e all'idea di finire i suoi giorni in carcere in caso di condanna ed ha deciso di farla finita.

Un gesto che ha lasciato ancora strascichi di dolore ed amarezza nelle rispettive famiglie dei due amici. La sera del 17 aprile del 2022 l'atroce delitto. Ihor era nel container del canile dove era custode in compagnia di Pavlo. Probabilmente a causa dell'alcol riemersero vecchi rancori che scatenarono una furia cieca. La vittima venne uccisa con una trentina di fendenti inferti in varie parti del corpo con un coltello da cucina.

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