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Cronaca Pastorano

Omicidio di Pasqua: giudizio immediato per il 49enne

E' accusato della morte del connazionale 47enne

Giudizio immediato per Ihor Varvarchyn, 49enne ucraino, accusato dell'efferato omicidio dell'amico e connazionale Pavlo Zaporozhets di 47 anni, consumatosi la sera di Pasqua all'interno di un container sito nel Nuovo Village Dog in località Canale a Pastorano. E' quanto disposto dal giudice per le indagini preliminari Alessia Stadio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere esaminata la richiesta di di giudizio immediato presentata dal Sostituto Procuratore Valentina Bifulco nei confronti dell'omicida che, assistito dal suo legale l'avvocato Giulia Tescione, dovrà comparire dinanzi la Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nella prima metà del mese di dicembre. I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Francesco Parente e Debora De Maio.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Capua, i due connazionali avevano deciso di festeggiare insieme Pasqua nel container sito all'interno del Nuovo Village Dog di Pastorano dove Ihor Varvarchyn assurgeva al ruolo di tuttofare. Complice l'alcol riemersero vecchi rancori e tra i due nacque un diverbio degenerato nel sangue. Pavlo venne prima tramortito con una padellata alla testa da Ihor, cadde a terra e mentre era in posizione prona venne colpito da 30 fendenti con un coltello da cucina con lama monotagliente da 10 centimetrisu tutto il corpo. I fendenti si concentrarono all'addome e al torace.

Alcune coltellate provocarono la lesione del lobo inferiore del polmone sinistro e la lesione della parete cardiaca in corrispondenza del ventricolo sinistro. Lesioni quest'ultime che provocarono alla vittima uno shock ipovolemico di natura emorragica che portò ad una insufficienza cardiaca acuta e ciò ne determinò il decesso. Ihor, ancora coperto del sangue dell'amico ed in preda ai fumi dell'alcol, si allontanò dal luogo del delitto vagando in strada. Alcuni passanti avvistarono nel buio la sagoma insanguinata dell'omicida ed allertarono il 112. L'assassino venne rintracciato dai carabinieri e tratto in arresto per omicidio volontario aggravato. È recluso presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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