Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Dragoni

Ucciso e fatto sparire, i dubbi sul rumore di uno sparo e la testimonianza dell'ex poliziotto

Il processo sull'omicidio di Sandro Ottaviani. Ricostruita la trattativa per l'acquisto del capannone della discordia mentre il soprintendente in pensione tuona in aula: "Da lì lo hanno spostato"

Il rumore di uno sparo o lo scoppio provocato dai lavori all'interno dell'officina? I rapporti e le confidenze tra la vittima e un poliziotto della squadra mobile e ancora l'accordo per la definizione della compravendita di un capannone con il giallo del sequestro di una valigetta contenente 50mila euro. Tanti i nodi emersi nel corso del processo in Corte d'Assise per l'omicidio dell'imprenditore Sandro Ottaviani, di Dragoni, ucciso e fatto sparire nel 2008. 

La compravendita del capannone

Un'udienza fiume quella celebrata dinanzi alla corte presieduta dal giudice Roberto Donatiello (a latere Honoré Dessi) nel processo che vede imputati Alfredo Carini e Cataldo Russo. Sono stati escussi i legali che si stavano occupando della compravendita del capannone di proprietà di Ottaviani e che Carini, che lì svolgeva la sua attività, voleva acquistare. Un acquisto che per la Procura rappresenterebbe il movente dell'omicidio.

Gli avvocati Maiorisi e Carlo Grillo hanno raccontato la trattativa per la quale "c'era la volontà ci cedere il capannone ma non c'era accordo sulla somma in quanto Carini voleva lo scomputo di alcune somme per il fitto", ha spiegato l'avvocato Grillo, che curava gli interessi della famiglia di Ottaviani. Nei giorni precedenti alla scomparsa, è emerso, ci fu un incontro nel capannone per la stipula del preliminare con un assegno da 50mila euro che erano "in conto dei canoni scaduti", ha precisato Grillo che ha ribadito come "Carini non offriva garanzie per quanto ne so". Sta di fatto che il giorno della scomparsa era in programma un incontro nello studio del legale: "Verso le 17,30 venni contattato da Carini che mi disse di essere in ritardo". L'incontro saltò e il giorno successivo "mi chiamò la segretaria di Ottaviani per dirmi che Sandro era scomparso", ha detto il legale. 

Lo 'sparo' sentito da alcuni operai

Il giorno della scomparsa di Ottaviani, nella zona industriale di Dragoni, erano al lavoro alcuni operai della ditta Alcas che stavano realizzando dei capannoni industriali. Uno di loro, Umberto Sorrentino, vide Ottaviani nei pressi dell'Omc 4x4 di Carini: "Forse sono stato tra gli ultimi a vederlo", ha detto in aula. Con la vittima c'era Alfredo Carini che venne riconosciuto perché indossava un cappello da cowboy. Quando si seppe della scomparsa dell'imprenditore alcuni operai gli riferirono di aver sentito un rumore simile a uno sparo: "una botta o uno scoppio proveniente dall'officina - ha detto - Quando abbiamo saputo della scomparsa di Ottaviani abbiamo iniziato a fantasticare su questa cosa". Circostanze riferite agli inquirenti in fase di indagini, anche se in quella circostanza il geometra evidenziò che "qualcuno degli operai era titubante sulla natura del rumore udito".

La nuova struttura fittata pochi mesi dopo la scomparsa 

E' stato escusso, poi, il proprietario di un altro capannone in provincia di Benevento. La stipula del contratto di fitto riportava come data d'inizio il 1° settembre 2008 anche se "due o tre mesi prima iniziò a portare dentro i mezzi e i macchinari", quindi poco dopo la scomparsa di Ottaviani avvenuta alla fine di aprile. Il proprietario del capannone ha dichiarato che Carini si presentò come "un ex dirigente della polizia". A presentarglielo un amico comune, un ristoratore deceduto negli anni successivi. "Dopo tre mesi non mi ha pagato più e ho proceduto con lo sfratto ma non ho mai avuto paura di Carini", ha precisato il proprietario dell'immobile. "Non ho mai avuto discussioni con Carini, non mi pagava e facevo scrivere all'avvocato", ha dichiarato. 

L'ex poliziotto: "Ottaviani voleva vedere chi c'era dietro l'acquisto"

Infine, c'è stata la testimonianza di un ex soprintendente della squadra mobile di Caserta Lucio Crispino, amico di Sandro Ottaviani. Un'amicizia nata quando la vittima avrebbe ricevuto richieste estorsive e venne accompagnato in Questura per la denuncia: "Gli fu attivata anche la vigilanza", ha precisato il poliziotto oggi in pensione. "Così è nata un'amicizia e con me si sfogava e mi chiedeva dei consigli". Crispino ha poi riferito di un episodio di fine agosto del 2007. "Ottaviani mi stava affittando una parte del capannone adiacente a quella dove c'era l'officina di Carini in quanto mia moglie voleva realizzarvi un supermercato - ha detto - Ci recammo sul posto per un sopralluogo insieme. Con noi c'era anche il geometra Peppino Iannotta. C'era un mezzo che ci impediva il passaggio così Ottaviani si recò nel capannone chiedendo di spostare una bisarca che era all'ingresso. Carini lo cacciò in malo modo. Poi fummo denunciati. Andò in questura a Caserta dicendo che io me la facevo con i delinquenti". Circostanze finite in una relazione di servizio redatta per "chiarire i fatti al questore ed al mio dirigente dell'epoca". Una relazione che la Procura ha provato a far acquisire nel fascicolo del dibattimento ma su cui il difensore di Carini, l'avvocato Paolo Falco, si è opposto. Opposizione accolta dai giudici. Comunque sia, il processo per minacce si concluse con l'assoluzione di tutti gli imputati.

Crispino ha poi riferito che "il giorno prima della scomparsa ho avuto contatti con Ottaviani che mi disse che voleva incontrare Alfredo Carini che voleva comprare il capannone. Voleva vedere chi c'era dietro". La mattina della scomparsa dell'imprenditore "fui contattato dal cognato di Ottaviani - prosegue - Mi recai sul posto e c'erano i carabinieri. Nel piazzale c'era l'auto di Ottaviani ma Sandro non c'era. Sandro da quel posto non si è mai spostato, qualcuno lo ha spostato", ha detto in aula. Il soprintendente ha anche raccontato delle confessioni che Ottaviani gli avrebbe fatto sul conto di Carini che, in passato, avrebbe schiaffeggiato "il padre di Ottaviani" e avrebbe minacciato con "un pistolone", cioè una pistola di grosso calibro, il geometra Iannotta che "per questo non voleva entrare nel capannone". In sede di controesame da parte dell'avvocato Falco, Crispino ha poi ammesso di "aver visto una sola volta Carini ed Ottaviani insieme".

Carini parla in aula

La testimonianza del poliziotto ha provocato la reazione di Carini che ha reso dichiarazioni spontanee sulle circostanze riferite in aula. "C'erano i miei figli e 4 o 5 clienti quando vedemmo delle persone venirci incontro ed inveire contro di noi nel piazzale. Il poliziotto si rivolse a me dicendo: 'Sei un camorrista, io quelli come te me li mangio'. Contattai i carabinieri che identificarono tutti". 

Si torna in aula a fine settembre. Oltre all'avvocato Falco nel collegio difensivo sono impegnati anche gli avvocati Giuseppe Stellato, Gennaro Ciero ed Emanuele Sasso, per la posizione di Cataldo Russo. I familiari di Ottaviani si sono costituiti parte civile con gli avvocati Luca Di Caprio ed Elio Napoletano.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ucciso e fatto sparire, i dubbi sul rumore di uno sparo e la testimonianza dell'ex poliziotto
CasertaNews è in caricamento