menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Ferdinando Fenicia è stato ucciso e la sua auto data alle fiamme

Ferdinando Fenicia è stato ucciso e la sua auto data alle fiamme

Omicidio nel casertano, s'indaga sugli 'ultimi contatti' della vittima

Gli inquirenti sono a lavoro per capire con chi avesse appuntamento

E’ un lavoro delicato quello che stanno compiendo gli inquirenti che stanno cercando di fare luce sull’omicidio di Ferdinando Fenicia, il 37enne di Grumo Nevano ritrovato morto in una stradina di campagna ad Orta di Atella, a poche centinaia di metri dallo svincolo dell’Asse Mediano (uscita Caivano).

I carabinieri della compagnia di Marcianise guidato dal capitano Luca D’Alessandro stanno verificando i contatti telefonici ed i messaggi ricevuti e spediti dalla vittima nella giornata di domenica, prima di recarsi nel luogo isolato dove è stato poi ucciso e la sua automobile, una Fiat 500 L, data alle fiamme.

Il primo aspetto che dovrà essere chiarito è se Fenicia si sia recato in quel posto isolato da solo o accompagnato dal suo stesso killer; oppure se sia stato attirato in una trappola. Il fatto che il cadavere sia stato trovato fuori dalla vettura lascia immaginare che non si sia trattato di un agguato veloce, ma che la vittima conoscesse il suo assassino.

Nelle prossime ore il magistrato della Procura della Repubblica di Napoli Nord affiderà l’incarico per effettuare l’autopsia che dovrà chiarire quanti sono stati i colpi esplosi nei confronti della vittima (è stata utilizzata una pistola 9x21) e dove lo hanno centrato. Anche questo elemento sarà importante per impostare le indagini.

Per ora gli inquirenti non escludono alcuna pista, anche se resta forte l’ipotesi che possa trattarsi di un omicidio da inserire nella faida tra clan napoletani che ha visto nell’ultima settimana realizzarsi altri due gravissimi fatti di sangue, a Mugnano ed Acerra.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CasertaNews è in caricamento