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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca Teano

OMICIDIO MOLLICONE Dietro le sbarre per 17 mesi, il racconto del carrozziere ingiustamente accusato

Nell’inchiesta per la morte della studentessa sono indagate padre, madre e figlio casertani

Ha trascorso 17 mesi di isolamento in carcere, venendo definito dai media come “il mostro di Arce”, ma è stato assolto dai giudici in tutti e tre i gradi di giudizio per l’omicidio della studentessa Serena Mollicone, trovata morta nel giugno del 2001. Carmine Belli, il carrozziere di Rocca d'Arce, arrestato nel febbraio del 2003 con la grave accusa di aver assassinato Serena, ha raccontato la sua vicenda personale nella trasmissione 'Sono Innocente' su Rai3.

Oggi per l’omicidio di Serena Mollicone sono indagate 5 persone, tra cui l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, la moglie Anna ed il figlio Marco, tutti di Teano. Ma Belli è stato costretto a subire una ingiusta detenzione nel carcere di Cassino, con gravi ripercussioni personali ed economiche. "Non ho chiesto alcun risarcimento per ingiusta detenzione – ha rivelato ad Alberto Matano, conduttore del programma Rai - perchè prima credo sia giusto trovare i veri assassini di Serena e poi, se Dio lo vorrà, farò il possibile per ottenere quello che mi spetta. Non credo possa esserci cifra al mondo che possa restituirmi quel pezzo di vita e la serenità che mi è stata tolta".

Belli ricorda come nel registro degli indagati vi siano persone che all’epoca dei fatti lo aveva interrogato e indagato per la misteriosa morte della ragazza: “Tutte le prove erano contro di me. Invece era solo un depistaggio messo in atto da chi aveva altro da nascondere”. Il carrozziere ha raccontato poi un momento particolare, il suo abbraccio col padre di Serena, Guglielmo: “Quando ho saputo che la salma di Serena sarebbe tornata ad Arce dopo aver trascorso oltre un anno a Milano, ho sentito che dovevo partecipare. Che dovevo abbracciare Guglielmo. Sono certo che la verità oramai è ad un passo. Serena merita giustizia ed io finalmente la pace che cerco e non trovo. Perchè il carcere ti cambia. Soprattutto se non hai colpe e sei costretto a vedere il cielo da dietro le sbarre”.

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