Omicidio Mollicone, una nuova intercettazione mostrata ai giudici

L'indiscrezione emersa nel corso dell'udienza preliminare per il maresciallo ed i suoi familiari

Serena Mollicone

Spunta un'intercettazione per l'omicidio di Serena Mollicone, uccisa nel giugno del 2001 nella caserma dei carabinieri di Arce. Una circostanza nuova, fatta emergere dall'avvocato che difende la famiglia di Santino Tuzi, il brigadiere dell'Arma in servizio ad Arce suicidatosi nel 2008, nel corso dell'udienza preliminare celebrata a porte chiuse. 

Per la morte di Serena il pm Maria Beatrice Siravo ha chiesto il rinvio a giudizio del maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, di sua moglie Annamaria e del figlio Marco, tutti di Teano, oltre che per altri due carabinieri, uno dei quali accusati di istigazione al suicidio per la morte proprio di Tuzi. 

Secondo quanto riferisce FrosinoneToday, all'attenzione del giudice per le udienze preliminari è finita un'intercettazione del 2017. A parlare è un dipendente del fratello di Annamaria Mottola che rivela: "quello lavorava là! Se l'hanno prese sulla macchina ..io comunque le ho portate le macchine! I cartoni li abbiamo maneggiati! Io lo scotch non me lo ricordo, però se io c'ero, io comunque l'abbiamo toccato! Quello stava insieme a noi". Un'indiscrezione che è ritenuta particolarmente rilevante dagli inquirenti e dal quale emergerebbe che qualcuno, al momento ancora sconosciuto, potrebbe aver aiutato gli assassini di Serena. Insomma, il giallo si infittisce sempre di più. 

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Il legale della famiglia Tuzi, l'avvocato Elisa Castellucci, ha anche ripercorso alcune testimonianze, in particolare quella di una barista che ha ammesso di aver visto il primo giugno 2001 Serena insieme a Marco Mottola. Dichiarazioni che sono state ritrattate. Ancora, quelle di una donna che aveva rapporti proprio con Tuzi e che avrebbe visto in almeno due o tre occasioni Serena nei pressi della "caserma di Arce". Insomma indizi che dovranno diventare prove nel corso di un eventuale dibattimento. 

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