Omicidio Mollicone, il maresciallo: "Vittime di sospetti e dicerie. Siamo innocenti"

Franco Mottola e suo figlio Marco parlano a pochi giorni dall'udienza: "Non sappiamo nulla della morte di Serena"

Franco e Marco Mottola hanno parlato nel corso di una conferenza stampa

"Siamo totalmente innocenti per la morte di Serena Mollicone". Franco e Marco Mottola, padre e figlio di Teano, accusati del delitto della ragazza, hanno respinto le accuse in maniera ferma e categorica nel corso di una conferenza stampa, convocata a pochi giorni dall'udienza preliminare.

I due indagati per l'omicidio della ragazza - accompagnati dal legale di fiducia, l'avvocato Luigi Germani e dal pool composto dal criminologo Carmelo Lavorino e uno psicologo ed un medico legale - hanno ribadito di avere fiducia nella giustizia e la loro intenzione di "parlare con i giudici" per far emergere quella che è la loro verità.

Due brevi dichiarazioni, senza repliche, quelle a cui Franco e Marco Mottola si sono affidati per gridare la propria innocenza. In particolare Franco Mottola, ex comandante della stazione carabinieri di Arce, ha sottolineato "sono e siamo totalmente innocenti. Della morte di Serena non sappiamo nulla". Poi un passaggio tecnico per cercare di dimostrare la propria estraneità. "Se Serena doveva vedere mio figlio non c'era bisogno di farsi vedere dal piantone della caserma. C'era un citofono ed un ingresso indipendente per gli alloggi".

E ancora sulla morte del brigadiere Tuzzi: "Chi collega la morte di Santino Tuzzi al fatto che qualche giorno dopo doveva avere un incontro con me dice una sciocchezza enorme, basata sulla voglia di costruire fantasie. Nessuno di noi è a conoscenza di questa cosa. Parleremo con i giudici - ha concluso il maresciallo - Ci auguriamo che vengano scoperti l'assassino di Serena ed eventuali complici. Ci siamo chiusi a riccio da quando ci siamo avccorti che ci sommergevano di facili accuse, sospetti e dicerie". 

Serena Mollicone, secondo la ricostruzione della Procura di Cassino, fu uccisa all'interno della stazione dei carabinieri di Arce dove si era recata forse per denunciare proprio il figlio del maresciallo. "La mattina del 1 giugno non ho visto Serena Mollicone né in caserma né da nessuna altra parte - ha chiarito Marco Mottola - Il brigadiere Santino Tuzzi non mi ha telefonato dalla caserma, né ha parlato con me. In vita mia ho commesso errori e dato molti problemi alla mia famiglia e per questo ho chiesto scusa a loro. Parleremo con i giudici". 

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