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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca Teano

Omicidio Mollicone, in aula l’ex capo della Mobile: “Pochi elementi su Marco Mottola”

Tatarelli ha raccontato i motivi per cui non si indagò a fondo sul figlio del maresciallo dei carabinieri

La pista investigativa relativa all’omicidio di Serena Mollicone che portava a Marco Mottola si fermò perché “per la Procura non c'erano sufficenti elementi investigativi”. E’ quanto ha dichiarato questa mattina in aula il questore Cristiano Tatarelli, nel 2001 capo della Squadra Mobile di Frosinone, ulle indagini svolte dalla Polizia di Stato sempre riguardo l'omicidio di Serena Mollicone e poi scaturite nell'ingiusto arresto del carrozziere di Rocca d'Arce, Carmine Belli.

Come riporta FrosinoneToday, il dibattimento in Corte d'Assise sulla morte della studentessa diciottenne di Arce è ripreso dopo quasi tre settimane di stop, Sul banco degli imputati ci sono l'ex comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, Franco Mottola, la moglie Anna Maria ed il figlio Marco: tutti e tre di Teano ed accusati di omicidio volontario ed occultamento di cadavere. Sotto processo anche l'ex vice comandante della caserma Vincenzo Quatrale e l'appuntato Francesco Suprano imputati con reati minori. 

L'udienza di oggi è stata costellata di alcune deposizioni fornite dai testimoni della difesa. Una serie di ricostruzioni che sono terminate in breve tempo e che hanno consentito la calendarizzazione delle altre udienze per le prossime settimane. La sentenza dovrà essere emessa entro la fine del mese di luglio. Nelle giornate del 15 e 18 giugno saranno cbiamati a deporre i consulenti della difesa dei cinque imputati e tra questi anche il medico legale Giorgio Bolino, allievo del tanatologo di fama mondiale Giancarlo Umani Ronchi. 

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