Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Mollicone, la figlia del brigadiere suicida: "Papà aveva paura"

La ragazza ha potuto ascoltare le registrazioni degli interrogatori di Santino Tuzi

"Ho capito che aveva paura". Sono queste le parole di Maria Tuzi, la figlia del brigadiere Santino Tuzi che si tolse la vita nel 2008 dopo aver rilasciato dichiarazioni agli inquirenti sull'omicidio di Serena Mollicone

A distanza di 13 anni la figlia del militare, secondo quanto riferisce FrosinoneToday, ha potuto ascoltare le registrazioni di quei due interrogatori che verranno ascoltati anche in aula nel corso delle prossime udienze. "Abbiamo evitato finché è stato possibile, ma purtroppo non si può rimandare per sempre. Ieri ho ascoltato la voce di mio padre e ancora non sto bene". La giovane donna, moglie e madre, ha pubblicato questo breve messaggio sulla sua pagina social. Una sorta di sfogo da parte di chi soffre in silenzio da tanti anni. "Nel sentire il primo interrogatorio - quello nel quale Tuzi ammette di aver visto la studentessa di Arce entrare in caserma ndr - ho sentito mio padre tranquillo, sollevato, sicuro. Era lui in tutta la sua normalità e riferisce dettagli importanti. E per questo sono fiera di lui".

"La seconda registrazione parla del successivo interrogatorio, quello a cui viene sottoposto a distanza di qualche giorno dal primo. Ho sentito mio padre preoccupato, distaccato e che inspiegabilmente ritratta tutto". Il sottufficiale dell'Arma quindi prova a negare che Serena Mollicone possa essere entrata nella caserma di Arce quel venerdì di inizio estate del 2001. Un tentativo che non convince gli inquirenti che decidono di sottoporre Tuzi ad un interrogatorio-confronto con il suo comandante, il maresciallo Franco Mottola, di Teano, a processo con il figlio e la moglie per l'omicidio. Ma Tuzi si tolse la vita pochi giorni prima della convocazione.  

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