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Cronaca Teano

Serena è morta il primo giugno. Il medico: "Marco Mottola ha ucciso una ragazza"

La testimonianza di Ferrauti sull'indiscrezione rivelatagli da due pazienti. Il medico legale conferma la data del decesso della studentessa

"Marco Mottola ha ucciso una ragazza". Un'indiscrezione raccolta dal professore Fernando Ferrauti, ex responsabile del dipartimento 3D dell'Asl di Frosinone, e fattagli da due pazienti proprio il giorno successivo il ritrovamento del corpo di Serena Mollicone. 

Un'indiscrezione che ora è finita agli atti del processo celebrato venerdì davanti alla Corte d'Assise di Cassino e che vede imputati, oltre a Marco Mottola, anche suo padre Franco, maresciallo dei carabinieri e comandante della stazione di Arce, e sua madre Annamaria, tutti e tre di Teano. A rivelare la vicenda al medico sarebbero stati due suoi pazienti, entrambi con problemi di tossicodipendenza, che avrebbero svelato il coinvolgimento di Mottola in un omicidio di una ragazza che "voleva rovinarlo". 

Non solo la testimonianza di Ferrauti. Ad aprire l'udienza è stata la deposizione del medico legale collaboratore dell'antropologa forense Cristina Cattaneo. L'esperta, in collegamento streaming dall'Australia, ha illustrato alla Corte aspetti inerenti la confermazione delle larve rinvenute sul cadavere della studentessa ed ha precisato che la stessa vittima è deceduta nella giornata del 1° giugno. 

A testimoniare anche Marco Malnati, compare di Santino Tuzi, il brigadiere morto suicida nel 2008. L'uomo nel corso della sua deposizione, seppur costellata di 'non ricordo' e 'forse', ha riferito due aspetti importanti: che Santino Tuzi gli avrebbe riferito che a riportare il cellulare di Serena a casa sarebbe stato il maresciallo Mottola. Non solo. Che Tuzi gli raccontò anche che prima della morte della studentessa, Marco Mottola rimase coinvolto in un incidente stradale ad Arce e che nella sua auto venne trovata droga. Agli atti venne verbalizzato solo l'incidente. Il pubblico ministero Maria Beatrice Siravo si riservata di trasmettere il verbale della testimonianza di Malnati in procura per 'falsa testimonianza'. L'uomo è stato anche denunciato per 'oltraggio al pubblico ministero' perchè durante la deposizione ha insultato il magistrato che nel 2008 indagò sul suicidio di Tuzi.

La giornata si è conclusa con le parole di Maria Tuzi che per quasi due ore ha ricordato alla Corte i momenti successivi alla morte del papà. "Oggi posso dire con certezza che mio padre non si è suicidato per amore. La sua morte è strettamente colllegata a quanto era a sua conoscenza. Io per anni mi sono fidata di ciò che mi raccontarono i carabinieri. Ad aprire la mia mente fu una trasmissione in cui era ospite il maestro Guglielmo. Nel sentire le sue parole decisi di andare a trovarlo. Da allora la mia vita è stata basata sul cercare la verità. Mio padre non voleva altro che andare in pensione e fare il nonno". 

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