Cronaca

Omicidio Mollicone, il carabiniere che ha nascosto la porta resta a processo

La Corte d'Assise ha respinto l'istanza degli avvocati di estromissione. Per la Procura Serena ha battuto con la testa contro l'anta

Il carabiniere Francesco Suprano resta sotto processo. Il presidente della Corte d'Assise del Tribunale di Cassino, Massimo Capurso, ha rigettato la richiesta dei legali del militare, che avevano invocato l'estromissione dal processo, accusato di aver nascosto la porta della caserma di Arce contro la quale Serena Mollicone avrebbe sbattuto la testa. 

E' quanto accaduto in tribunale per il delitto della ragazza - secondo la Procura uccisa mentre si trovava nella caserma dei carabinieri - per il quale sono imputati l'ex maresciallo della caserma di Arce Franco Mottola, sua moglie Annamaria e suo figlio Marco, tutti di Teano e accusati di omicidio ed occultamento di cadavere. Per l'accusa Suprano avrebbe agito su disposizione proprio del maresciallo Mottola, nascondendo la porta. Per il perito i segni sulla porta sarebbero compatibili con quelli di una violenta testata.  

I legali avevano chiesto l'estromissione di Suprano in quanto il reato di favoreggiamento, di cui è accusato il militare, si sarebbe prescritto. Ma i giudici non la pensano così. Si torna in aula fra due settimane.  

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