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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca Villa Literno

Omicidio, spunta una donna che potrebbe salvare Sagliocchi: "Quella notte era con me"

La testimone ascoltata oggi nel processo per il delitto del cognato dell'imputato

"Quella notte era con me". Una donna colloca fuori dalla scena del delitto Michele Patrizio Sagliocchi, imprenditore di 72 anni, accusato dell'omicidio del cognato Antonio Miele avvenuto nel gennaio del 1980 a Villa Literno. 

E' quanto accaduto nel corso del processo celebrato dinanzi alla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere, celebrata dal giudice Roberto Donatiello. La donna, chiamata sul banco dei testimoni dai difensori di Sagliocchi - gli avvocati Giovanni Cantelli e Ferdinando Letizia - ha ribadito che quella notte di oltre 40 anni fa Sagliocchi era con lei e che ricorda il momento in cui ricevette la telefonata in cui veniva avvisato di quanto accaduto. 

Sul banco dei testimoni anche il nipote di Sagliocchi, figlio di primo letto della sorella (moglie della vittima). Quella notte - aveva circa 12 anni all'epoca - sentì un colpo di pistola che lo svegliò. Si alzò dal letto e trovò la madre in casa con il corpo di Miele a terra. Ha confermato di aver sempre saputo che quell'omicidio lo avesse commesso sua madre, già giudicata ed assolta. Si torna in aula a metà settembre. 

Sagliocchi, intercettato nell'ambito di un altro procedimento, avrebbe ammesso il suo coinvolgimento nel fatto di sangue. Secondo gli inquirenti Michele Patrizio Sagliocchi si sarebbe recato presso l'abitazione della sorella Michelina appostandosi attesa dell'arrivo del cognato Antonio Miele ed armato di pistola, una Colt modello Revolver Smith e Wesson, esplodeva un colpo di arma da fuoco nella regione sottorbitaria di Miele cagionandone immediatamente la morte sopraggiunta per una paralisi dei centri vitali encefalici con l'aggravante di aver commesso il delitto con un'arma da sparo e con premeditazione. Quest'ultima sarebbe consistita nell'aver monitorato i comportamenti della vittima registrandone le conversazioni mediante una 'cimice' nella cornetta del telefono e nell'aver acquistato un revolver calibro 38 Colt eseguendo l'omicidio con modalità tali da far ricadere la responsabilità sulla sorella assicurandosi così l'impunità.

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