Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Cesa

Duplice omicidio, conflitto a fuoco con i carabinieri, poi la fuga: il killer catturato in una struttura sanitaria

E' stato incastrato dal riconoscimenti dei militari dell'Arma, in casa aveva armi clandestine

Due vetture ferme, forse per un diverbio legato alla viabilità. E’ quanto hanno visto e pensato i carabinieri della pattuglia che sabato pomeriggio stava transitando in via Atragata fra Orta di Atella e Succivo, , in prossimità dello svincolo dell'asse viario "Nola-Villa Literno". Lì sono stai freddati Marco e Claudio Marrandino, entrambi di Cesa. 

Come ricostruito dai militari dell’Arma, gli uomini in divisa che transitavano sul posto, si stavano avvicinando alle due vetture quando uno dei soggetti scendeva repentinamente dalla sua auto e si avvicinava al lato passeggero dell'altra autovettura e, dopo aver afferrato e strattonato il passeggero della stessa, estraeva dalla cintura una pistola esplodendo numerosi colpi al suo indirizzo, colpendolo alla testa. Subito dopo, il killer attingeva numerosi altri colpi verso il conducente dell'altra vettura, il quale era sceso dall'auto cercando di scappare a piedi, colpendolo alla schiena. Dopodichè, puntava l'arma all'indirizzo del capo servizio della pattuglia, che si stava avvicinando alle due vetture per intervenire, il quale esplodeva due colpi d'arma da fuoco, senza attingere l'autore del delitto. A quel punto, il predetto riusciva a mettersi a bordo della sua vettura e darsi alla fuga a forte velocita.

 I Carabinieri intervenuti si ponevano immediatamente all'inseguimento del killer, che si protraeva per diversi chilometri, durante il quale il fuggitivo lanciava pezzi di vetro dal finestrino della sua auto, danneggiando il veicolo dei Carabinieri. Il soggetto, tuttavia, riusciva a far perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti l'abitato del Comune di Cancello e Arnone. Le ricerche serrate ed ininterrotte condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Napoli Nord, consentivano di rintracciare l'uomo presso una struttura sanitaria della zona. Venivano, pertanto, acquisiti gravi indizi di colpevolezza sul suo conto, tenuto conto dell'inequivoco riconoscimento da parte degli agenti operanti e del pericolo di fuga palesato, che consentivano quindi l'emissione di decreto di fermo di indiziato di delitto.  L'auto utilizzata per la fuga veniva successivamente ritrovata abbandonata in una zona rurale. Il soggetto, prima di essere sottoposto a fermo, è stato interrogato quest'Ufficio, negando l'addebito. 

E’ stata, inoltre, effettuata perquisizione domiciliare presso l'abitazione del presunto responsabile, che ha consentito il rinvenimento di armi e munizionamento, tra cui un fucile a canne mozzate modificato e con matricola abrasa ed una pistola semiautomatica illegalmente detenuta (non censita in banca dati, né oggetto di denuncia), oltre ad un ingente quantitativo di materiale per il confezionamento di cartucce e polvere da sparo (oltre 100 chilogrammi di bossoli). Il soggetto era stato già in precedenza destinatario di provvedimenti amministrativi di divieto di detenzione armi e revoca porto d'armi, sicchè le armi detenute erano da considerarsi clandestine, attesa l'assenza di elementi identificativi, nonché la modifica della potenzialità offensiva dell'arma e tenuto conto che la stessa recava matricola abrasa Le indagini proseguono con l'esecuzione dei necessari accertamenti tecnici tuttora in corso. Non è ancora chiara l'identificazione del movente dell’omicidio. Il soggetto è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

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