Morta dopo l'aborto, slitta il processo d'appello per i medici

Maria Ammirati deceduta dopo essere stata visitata in due ospedali

Maria Ammirati è morta a 36 anni dopo aver perso il bambino

Subito un rinvio per il processo d’Appello a carico dei medici accusati della morte di Maria Ammirati, la donna di 36 anni di Marcianise deceduta nel 2012 in seguito ad una patologia infettiva innescata, secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, da un’amniocentesi che la porta ad un aborto e conseguentemente al decesso, avvenuto dopo aver fatto da spola tra la clinica privata del suo ginecologo e gli ospedali di Marcianise e Caserta, dove poi è morta.

Nel luglio del 2018 è arrivata arriva la sentenza di condanna da parte del tribunale di Santa. Maria Capua Vetere a carico di Nicola Pagano (3 anni), Anna Tamburro (4 anni), Maria Golino (4 anni) e Luigi Vitale (4 anni) perché “in concorso tra loro, in qualità di medici, per colpa nell’esercizio della professione medica ed in particolare per imprudenza, negligenza, imperizia cagionavano la morte di Maria Ammirati”. Assolti, invece, Carmen De Falco, Andrea Fusco e Pasquale Parisi

La morte, così come ricostruito nella sentenza di primo grado, è stata determinata dalle condotte colpose degli indagati, in quanto, ferma la negligenza del ginecologo nella causazione dell’infezione e nei controlli successivi, dapprima, dal medico dell’ospedale di Caserta, venne effettuata diagnosi di colica renale, omettendo di valutare l’amniocentesi effettuata 10 giorni prima, e poi dai medici dell’ospedale di Marcianise, ove si accertava l’aborto, veniva omessa di valutare l’insorgenza di una patologia infettiva dovuta al feto deceduto e di intervenire allo svuotamento dell’utero, dimettendo la paziente per mancanza di un reparto specialistico di ematologia. 

Nel processo di appello saranno oggetto di nuova valutazione anche le condotte dei medici dell’ospedale di Caserta, che nel periodo tra il ricovero avvenuto il 26 giugno 2012 fino all’intervento chirurgico avvenuto solo il giorno dopo, m hanno omesso di valutare gli effetti dell’amniocentesi, quali dolori addominali e presenza di aborto, omettendo di conseguenza anche la celerità dello svuotamento uterino. La nuova udienza del processo d’Appello è programmata per il 21 gennaio: la mamma della donna, Rosaria Mastroianni, si è costituita parte civile con l’avvocato Mosca.

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