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Cronaca

Due ferite alla coscia poi l'emorragia: "Così è morto Gennaro"

I consulenti della Procura escludono responsabilità dei medici pronto soccorso: "Funzioni compromesse già all'arrivo in ospedale"

Due ferite alla gamba. Una, la più profonda, ha attraversato la fascia muscolare e reciso l'arteria femorale provocando una vera e propria emorragia che ha causato la morte di Gennaro Leone, 18 anni promessa del pugilato di San Marco Evangelista, ucciso la notte tra il 28 ed il 29 agosto del 2021 in via Vico, una delle strade della movida del Capoluogo. 

E' stata questa la descrizione dei consulenti medici della Procura di Santa Maria Capua Vetere - il medico legale, un chirurgo ed un anestesista - che hanno chiarito le cause del decesso nel corso del processo per l'omicidio - celebrato dinanzi alla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere presieduta dal giudice Roberto Donatiello - per il quale è imputato il 20enne di Caivano Gabriel Ippolito. Ad avviso dei consulenti, sentiti in contemporanea ognuno per le proprie competenze, il colpo fatale, che ha reciso l'arteria femorale del povero Gennaro, sarebbe stato inferto da Gabriel con una certa forza dal basso verso l'alto. 

I periti hanno anche escluso eventuali responsabilità da parte dei medici del pronto soccorso dell'ospedale di Caserta che presero in cura Gennaro dopo la lite di via Vico. "Al momento dell'arrivo in ospedale - hanno spiegato - Le sue funzioni vitali erano già compromesse. Aveva perso molto sangue". La situazione, poi, sarebbe precipitata in una ventina di minuti dal suo arrivo al Sant'Anna e San Sebastiano. 

Circostanze che trovano conferma anche nelle parole del medico che quella notte era in pronto soccorso e prese in carico Gennaro. I parametri dell'emogas, praticato al suo arrivo in ospedale, sarebbero stati già critici. Dopo venti minuti circa Gennaro ebbe un primo arresto cardiaco. Poi stabilizzato, il 18enne avrebbe avuto un secondo arresto cardiaco qualche ora più tardi risultato fatale. Il processo riprenderà a settembre. 

Leone, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, venne accoltellato ad una gamba da Gabriel, difeso dall'avvocato Angelo Raucci, durante una lite per futili motivi. Uno sguardo di troppo, le parole che diventano grosse, le minacce ed infine il fendente che gli recise l'arteria femorale. Dopo l'accoltellamento rimase a terra, in via Vico, nella zona dei baretti, venendo soccorso prima da alcuni passanti, poi la corsa in ospedale dove purtroppo il suo cuore smise di battere qualche ora più tardi. Nel processo i familiari di Gennaro Leone si sono costituiti parte civile con l'avvocato Alfredo Plini mentre il Comune di Caserta si è costituito con l'avvocato Carolina Mannato. 

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