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Salvatore Belforte

Salvatore Belforte

Ucciso durante Barcellona-Juventus, abbreviato per i killer dei Mazzacane

Rito alternativo per Belforte, Musone e Letizia per l'omicidio di Raffaele Paolella durante la semifinale di Coppa della Coppe

Niente unione tra i processi e rito abbreviato per i tre imputati. E' quanto accaduto nel corso dell'udienza preliminare a carico di Salvatore Belforte, Antonio Letizia e Vittorio Musone accusati dell'omicidio di Raffaele Paolella, alias 'o meccanic, avvenuto nel 1991 in un circolo ricreativo di Marcianise durante la semifinale di Coppa delle Coppe.

Il processo 

In apertura è stato il legale di Belforte, l'avvocato Salvatore Piccolo, a chiedere, per economia processuale, la riunione del processo per l'omicidio Paolella con un altro procedimento, pendente sempre dinanzi al gup del tribunale di Napoli, per il delitto di Giovanbattista Russo (quello per il quale Belforte ha chiesto la ricusazione del giudice con l'istanza che è stata rigettata). Secondo il legale i due omicidi, sebbene avvenuti a distanza di anni l'uno dall'altro, sarebbero stati decisi da Belforte nello stesso periodo. Richiesta a cui si è opposto il pm della Dda Luigi Landolfi. Il giudice Ciollaro ha rigettato l'istanza. A quel punto i difensori hanno formalizzato la richiesta di rito abbreviato. Le discussioni sono in programma a metà maggio. Nel collegio difensivo, con Piccolo, sono impegnati gli avvocati Gaetano Laiso ed Angelo Raucci. 

L'omicidio

I fatti risalgono alla tarda serata del 10 aprile 1991, allorquando la vittima, Raffaele Paolella, esponente del clan rivale Piccolo, venne ucciso all’interno di un circolo ricreativo di Marcianise mentre, con altri avventori, stava guardando la semifinale di “Coppa delle coppe” Barcellona-Juventus, finita 3-1 per i catalani. Nella circostanza, due persone con volto coperto da una calza scura di nylon, giunte con una macchina, entratrarono nel locale e, nel panico generale, una di esse esplose contro Paolella 5 colpi di fucile calibro 12, caricato a pallettoni, prima al corpo e poi alla testa, uccidendolo sul colpo. Alcuni giorni dopo sarebbe stata rinvenuta la carcassa data alle fiamme della macchina utilizzata per l’agguato, risultata rubata, con all’interno i resti bruciati del fucile impiegato per sparare, un Benelli calibro 12 a canne mozze.

Il movente

Il movente dell'omicidio, secondo quanto ricostruito dalla Dda, è da ricercarsi in un altro delitto avvenuto nella faida: quello di Giovanni Ruocchio ucciso ad opera del clan Piccolo, in guerra con i Belforte per il predominio criminale dell'area di Marcianise, e protagonisti insieme ai Mazzacane di una faida che tra gli anni '80 e l'inizio del nuovo millennio ha provocato decine di morti. Il delitto di Ruocchio, così, venne lavato con il sangue, quello di Raffaele Paolella. 
 

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