Cronaca

Imprenditore ucciso durante la rapina, il killer si difende in videoconferenza

Udienza fiume per l'omicidio di Pasquale Guarino. Processo alle battute finali

Ha parlato per circa 3 ore in videocollegamento dal carcere di Santa Maria Capua Vetere replicando a tutte le domande e respingendo con forza l'accusa dell'omicidio di Pasquale Guarino, l'imprenditore di Santa Maria Capua Vetere ucciso durante una rapina nella sua azienda, a San Tammaro. Argit Turshilla, l'albanese unico accusato del delitto, si è sottoposto all'esame fornendo la propria versione dei fatti. 

E' quanto accaduto oggi nel corso dell'udienza celebrata - rispettando le distanza di sicurezza - nell'aula della Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduta dal giudice Giovanna Napoletano. Prima dell'interrogatorio dell'imputato c'è stata la rinuncia ad un altro testimone, residente in Inghilterra, impossibilitato a presenziare in aula per l'emergenza sanitaria mondiale. Il processo è stato rinviato alla metà di maggio quando ci sarà l'escussione di un consulente della difesa, rappresentata dall'avvocato Fabio Della Corte, prima della requisitoria del pubblico ministero. I familiari di Guarino si sono costituiti parte civile con l'avvocato Dezio Ferraro. 

Guarino venne ucciso nella sua azienda a San Tammaro nel settembre del 2015. Secondo l'ipotesi della Procura, Turshilla, in qualità di esecutore materiale, unitamente ad altri partecipi (al momento ignoti), si sarebbe reso responsabile di un tentativo di rapina ai danni di Guarino il quale, per effetto della reazione opposta ai rapinatori, venne attinto da due colpi di pistola che lo uccisero. 
 

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