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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Killer arrestato dopo 9 anni, legale familiari vittima: "Omicidio non può restare impunito"

Le reazioni per l'arresto di Algert Datja ritenuto l'esecutore materiale del delitto dell'imprenditore Pasquale Guarino

"Non può passare impunito l'omicidio di una persona perbene, padre di famiglia e imprenditore amato dai suoi dipendenti. Siamo contenti che l'attività della Procura sia continuata e stia continuando a dare i suoi frutti. Ringraziamo gli inquirenti per il lavoro svolto perché si faccia luce su questo delitto". Così l'avvocato Dezio Ferraro, difensore dei familiari di Pasquale Guarino, commenta l'arresto di Algert Datja, 33enne albanese, eseguito dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere.

L'indagato è ritenuto far parte della banda che tentò la rapina nell'azienda agricola di San Tammaro, in località Savignano, che è costata la vita all'imprenditore di Santa Maria Capua Vetere, ucciso con due colpi di pistola dopo aver reagito al raid. 

Il nome del 33enne era iniziato a circolare nell'inchiesta 'bis' sull'omicidio e che ha già portato all'arresto di Roland Turshilla, ritenuto il basista della rapina in quanto dipendente di Guarino. Nel corso di questi mesi, l'attività info-investigativa dei carabinieri ha portato ad individuare il 33enne a Londra, dove si sarebbe trasferito. Qui, con la collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale e dell'Interpol, Datja è stato rintracciato ed arrestato. 

Estradato in Italia, i carabinieri lo hanno prelevato all'aeroporto di Roma Fiumicino, da dove è stato poi trasferito al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Intanto, le indagini proseguono a ritmo serrato per stringere il cerchio sugli altri complici, almeno 3 quelli entrati in azione materialmente durante la rapina. 

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