Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Guantoni e fiori sul luogo dell’omicidio di Gennaro. L’aggressore accusato di omicidio volontario

Il 19enne è in carcere: si attende la convalida del fermo. In via Vico tra rabbia e dolore

C’è tanta rabbia a Caserta per la drammatica aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica in cui ha perso la vita Gennaro Leone, il 18enne di San Marco Evangelista ferito a morte da un 19enne di Caivano che ora è in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

Nelle prossime ore si attende la convalida del fermo da parte del giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’aggressore è sotto choc.

Intanto in via Vico a Caserta c’è un pellegrinaggio di ragazzi e cittadini. Lì dove Gennaro è stato ferito a morte sono stati lasciati guantoni da pugile, una maglia nera con la scritta "Energy Boxe Caserta", fiori e lumini. In città sono spuntati anche volantini con lo stemma del Comune di Caserta macchiati di sangue.

Domenica sera i gestori dei locali hanno scelto di non alzare le serrande in segno di lutto nei confronti della famiglia di Gennaro, mentre oggi il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocato dal prefetto Raffaele Ruberto, ha deciso la nuova stretta anti Movida.

Il Capoluogo, però, si interroga su quello che è accaduto e sulla possibilità di prevenire situazioni così drammatiche. Giacomo Colella, titolare di un ristorante nei pressi di piazza Correra, ha raccontato all’Ansa: "Qui siamo al centro di Caserta ma c'è un abbandono totale. Abbiamo chiesto telecamere di videosorveglianza, più pattuglie di polizia, carabinieri e vigili urbani, ma la risposta è sempre la stessa: non abbiamo auto e uomini, e così siamo soli".

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