Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Dall'omicidio di Gennaro alla stretta sulla Movida. "Inevitabile dopo tanti appelli inascoltati"

Il presidente del Comitato Vivibilità: "Tenere alta l'attenzione in un momento così sconcertante"

Il dolore è ancora fortissimo. A cinque giorni dall’omicidio di Gennaro Leone, il pugile 18enne di San Marco Evangelista accoltellato a morte da un coetaneo in via Vico a Caserta, nel Capoluogo si sente ancora l’eco della tragedia che lascerà segni importanti. La morte di un ragazzo così giovane, uscito di casa sabato sera per divertirsi con gli amici, senza fare più ritorno dai genitori, è davvero difficile da mettere alle spalle. Venerdì pomeriggio a San Marco Evangelista ci saranno i funerali di Gennaro, mentre il giorno dopo, sabato, a Caserta, ci sarà una fiaccolata per ricordarlo. Si partirà da piazza Dante alle ore 20 e si concluderà in via Vico, proprio nel luogo della tragedia.

“Viviamo ancora i giorni del dolore per la perdita di una giovane vita. Ci stringiamo forte alla famiglia ed ai genitori del povero Gennaro, ma non possiamo smettere di pensare che questa morte assurda è il frutto amaro di anni di isolamento educativo, di genitori lasciati soli a fronteggiare una società violenta che si ispira a modelli comportamentali distorti, di cui abbiamo anzitempo colto gli inequivocabili segnali” afferma Rosanna Di Costanzo, presidente del Comitato Vivibilità cittadina Caserta che da tempo porta avanti la battaglia contro la “Movida molesta” nel Capoluogo. “Riteniamo che si debba tenere alta l’attenzione in un momento così sconcertante e per questo il Comitato Vivibilità cittadina di Caserta sarà accanto al Comitato spontaneo dei genitori che ha organizzato la fiaccolata nelle strade del centro di sabato pomeriggio” aggiunge.

Per il Comitato “la stretta alla vita notturna imposta dall’ultima ordinanza del sindaco è diventata una scelta obbligata ed inevitabile perché non siamo stati ascoltati, perché non si è capito che eravamo testimoni oculari di ciò che è diventata la vita notturna a Caserta. Oggi, purtroppo, non ci sono più margini di manovra né per il sindaco né per il Prefetto. Per anni abbiamo tentato di tenere alta l'attenzione su quanto capitava nel centro della nostra città, ma nessuno ha condiviso la nostra critica ad un modello economico e sociale che, fin dall'inizio, è apparso insostenibile, tanto per i residenti, quanto per gli esercenti e gli utenti. Era già in vigore un'ordinanza regionale piuttosto restrittiva che è stata completamente ignorata. A causa dei ritardi e della mancanza di prevenzione purtroppo oggi pagano tutti, i pochi scorretti e i tanti onesti imprenditori”.

Ma quello a cui si vuole arrivare, “in questo momento terribile, è riflettere e costruire, tutti insieme, un modello veramente sostenibile basato sul rispetto reciproco e sull'osservanza delle regole, ma soprattutto  su alternative all'alcol e alle droghe come lo sport innanzitutto. In ogni  caso, è  bene ricordare sempre che la libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell’altro”.

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