Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Cesa

Fratelli uccisi allo svincolo, il killer confessa ma è giallo sul movente. Rabbia dei familiari: "Ci dica perché"

Il gip ha convalidato il fermo di Antonio Mangiacapre: la presunta lite per la viabilità alla base degli spari non convince gli inquirenti. Telefoni passati al setaccio, disposta l'autopsia

Arriva la confessione. Antonio Mangicapre, 43 anni di San Cipriano d'Aversa, ha ammesso di essere stato lui a fare fuoco su Marco e Claudio Marrandino, 39 e 29 anni di Cesa, uccisi con diversi colpi di pistola nei pressi dello svincolo di Succivo della Nola-Villa Literno. 

La versione del killer

Il gip Vincenzo Saladino, del tribunale di Napoli Nord, ha convalidato il fermo eseguito dai carabinieri su disposizione della Procura. In sede di interrogatorio, l'operaio 43enne ha confermato di aver premuto il grilletto in seguito ad una lite per questioni di viabilità. Una versione che non convince a pieno gli inquirenti che proseguono nelle indagini. Sotto chiave sono finiti i cellulari, sia delle vittime sia dell'assassino, da cui potrebbero emergere contatti, fino ad ora non accertati. Insomma si indaga sul movente, ancora non del tutto chiarito. 

Fissata l'autopsia

Intanto, il pubblico ministero ha nominato il proprio consulente per l'autopsia sui corpi di Marco e Claudio, che si svolgerà all'istituto di Medicina Legale di Giugliano in Campania. Sarà il dottor Francesco Vestini ad eseguire l'accertamento. L'incarico verrà conferito nella giornata di mercoledì, 19 giugno. Il consulente, si legge nell'atto di nomina, dovrà far luce sulle cause, il momento e i mezzi che hanno provocato la morte dei due fratelli. All'autopsia potrebbero partecipare anche consulenti nominati dai legali della famiglia Marrandino - Luigi Poziello, Luigi Marrandino, Dario Carmine Procentese, Giuseppe Laudante - e del 43enne indagato, difeso dall'avvocato Paolo Caterino. 

Il dolore dei familiari

"Claudio era il mio gigante buono, il mio tutto - racconta la compagna Federica alle telecamere di 'Estate in Diretta' - Non capisco perché hanno fatto questo a lui e Marco. Vorrei chiedere a questa persona perché ha deciso di spezzare la vita a Claudio e Marco". Anche Rosa ricorda il suo Marco: "Ho perso tutto senza sapere il perché - dice a Estate in Diretta - L'ho sentito poco prima dell'una di sabato e mi ha detto: 'Faccio più tardi'. Avevo preparato i paccheri con i gamberoni, il suo piatto preferito. Non posso credere che ci sia un motivo per sparargli. Vorrei chiedere all'assassino perché mi hai tolto un marito e un padre stupendo ai propri figli". Marco avrebbe compiuto 40 anni sabato 22 giugno. Da quanto si apprende amici e parenti stavano preparandogli una festa per un anniversario importante da festeggiare insieme al fratello gemello. 

La ricostruzione

Secondo quanto fino ad ora ricostruito dagli inquirenti, Marco e Claudio viaggiavano a bordo di una Bmw di colore bianco quando sono stati affiancati da Mangicapre, a bordo di un'altra auto. Le telecamere di sorveglianza immortalano le due vetture ferme, poi Mangiacapre che scende e spara a Claudio. Marco esce dalla vettura e prova a scappare a piedi, venendo ucciso con alcuni colpi alle spalle. Una scena che è stata vista dai carabinieri che sono immediatamente intervenuti ed hanno fermato Mangiacapre alla clinica Pineta Grande dopo un inseguimento. Nella sua abitazione i carabinieri hanno rinvenuto armi e munizioni. 

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