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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca San Nicola la Strada

Imprenditore ucciso, il pentito accusa l'imputato: "Ci siamo nascosti a casa sua"

Il killer dei Casalesi racconta l'agguato: "Dovevo sparare io, mi hanno preceduto"

Andrea Cusano è stato specchiettista per l’omicidio e dopo aver ucciso Feola ci siamo nascosti a casa sua”. E’ il racconto del collaboratore di giustizia del clan dei Casalesi Cipriano d’Alessandro stamattina in Corte d’Assise al tribunale di Santa Maria Capua Vetere dove è stato ascoltato come testimone per l’omicidio dell’imprenditore di San Nicola la Strada, Vincenzo Feola, ammazzato nel 1992 su viale Carlo III.

D’Alessandro ha raccontato di aver preso parte all’agguato e che lui doveva essere tra coloro che dovevano sparare, ma di essere stato anticipato dagli altri membri del commando. Ed ha puntato il dito contro Cusano, affermando che l’imputato oggi 61enne, da lui inquadrato nella fazione del ras Michele Iovine, aveva fatto parte dell’organizzazione dell’agguato, seguendo la vittima nei giorni precedenti l’omicidio per studiarne i movimenti.

Feola, ex assessore comunale a San Nicola, fu ammazzato, secondo la ricostruzione degli inquirenti, perché aveva deciso di uscire dal Cedic, il consorzio delle aziende di calcestruzzo creato da Bardellino e Schiavone, che in provincia di Caserta aveva il monopolio della fornitura del materiale per l'edilizia e gestiva tutti gli appalti. Per l’omicidio sono già stati condannati col rito abbreviato Francesco Bidognetti (30 anni), Ettore De Angelis (14 anni), ed i pentiti Nicola Panaro e lo stesso D’Alessandro (entrambi a 12 anni di carcere). In aula erano presenti anche i familiari dell'imprenditori che si sono costituiti parte civile con l'avvocato Claudio Pascariello.

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