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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Omicidio di zio e nipote: confermato l'ergastolo per Michele Zagaria

La Corte d'Appello ha confermato 9 condanne inflitte in primo grado: carcere a vita per altri 3. Riformulata la sentenza per i pentiti Antonio Iovine 'o ninno e Giuseppe Misso

Confermate 9 condanne e ridotte le pene per due collaboratori di giustizia. È quanto stabilito dalla quarta sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli nei confronti dei capi e degli affiliati al clan dei Casalesi ritenuti responsabili del duplice omicidio di Sebastiano Caterino e Umberto De Falco (nipote del primo) avvenuto il 31 ottobre 2003 in via dei Romani a Santa Maria Capua Vetere.

Il giudice Marcello De Chiara del tribunale di Napoli in sede di rito abbreviato condannò all'ergastolo Michele Zagaria, Pasquale Spierto; Enrico Martinelli e Giuseppe Caterino; a 20 anni di reclusione Claudio Giuseppe Virgilio e Francesco Cicciariello Schiavone; a 12 anni di reclusione Antonio Iovine e Bruno Lanza; a 10 anni Giuseppe Misso e Nicola Panaro. Sentenza riformulata per i collaboratori di giustizia Antonio Iovine e Giuseppe Misso che sono stati condannati a 9 anni di reclusione.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda verso le 11.40 del 31 ottobre del 2003 vennero crivellati con 50 colpi di arma da fuoco Sebastiano Caterino e suo nipote Umberto De Falco in via dei Romani a Santa Maria Capua Vetere a bordo di una Volkswagen Golf GTI condotta da Caterino.La marcia della vettura con a bordo le vittime venne sbarrata da una Alfa Romeo 116 condotta da Enrico Martinelli.Ciò favorì il sopraggiungere di una seconda Alfa Romeo con a bordo il commando omicida che avrebbe esploso all'indirizzo delle vittime 50 colpi di arma da fuoco - 37 proiettili calibro 5, 56 e 13 calibro 12. Per Sebastiano Caterino non ci fu scampo: morì crivellato di colpi. Umberto De Falco rimase gravemente ferito per poi morire qualche ora dopo l'agguato in ospedale.

Il movente dell'azione delittuosa venne individuato dalla Dda nel fatto che Caterino dopo 10 anni reclusione avvalendosi di un gruppo autonomo di cui faceva parte il nipote Umberto De Falco avrebbe iniziato a gestire il traffico di sostanze stupefacenti ed il racket delle estorsioni nel territorio di Santa Maria Capua Vetere la cui egemonia era di Cicciariello. Ciò provocò l'ira della cupola casalese (Zagaria,Iovine,Caterino, Schiavone) che decretò la condanna a morte per Sebastiano Caterino. Ognuno degli imputati nell'efferato disegno criminoso contribuí alla realizzazione dell'efferato duplice omicidio di camorra.

Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Carlo De Stavola, Emilio Martino, Pasquale Diana, Luigia Martino, Angelo Raucci, Paolo Di Furia, Antonio Di Micco, Giuseppe Tessitore, Raffaele Mascia. 

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