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L'auto sulla quale viaggiavano Di Gennaro e Casertano

L'auto sulla quale viaggiavano Di Gennaro e Casertano

Il carabiniere casertano parte civile nel processo contro il killer del suo collega

Il 27enne non presente in aula per l'udienza preliminare. Papantuono ha chiesto di parlare

Si è svolta questa mattina l’udienza preliminare a carico di Giuseppe Papantuono, il 65enne di Cagnano Varano che, la mattina del 13 aprile dello scorso anno, uccise nella piazza del paese il maresciallo maggiore e vicecomandante della stazione locale Vincenzo Di Gennaro e ferì il carabiniere 27enne di Caserta Pasquale Casertano, mentre erano impegnati in un servizio di pattuglia. Assenti i familiari della vittima e il collega Casertano. 

Come racconta FoggiaToday, Durante l’udienza, che si sta svolgendo a porte chiuse davanti al gup Michela Valente, sono state ammesse tutte le parti civili: i familiari del maresciallo Di Gennaro (il padre, la sorella e la compagna), il collega Pasquale Casertano, l’Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia, il Ministero della Difesa, il Ministero dell'interno, il Comando Generale dei Carabinieri (Avvocatura dello Stato) ed il Comune di San Severo (paese d’origine del maresciallo).

Papantuono, imputato per l'omicidio e il tentato omicidio pluriaggravati dai motivi futili e abietti "costituiti da un immotivato e del tutto sproporzionato astio verso i Carabinieri, conseguente a perquisizioni e sequestri, peraltro del tutto legittimi, da lui subiti nei giorni precedenti a opera di militari dell'Arma” (e difeso dall’avvocato Angelo Di Pumpo), ha chiesto di essere interrogato

L’uomo ha ammesso di non ricordare cosa sia accaduto la mattina del 13 aprile. Il suo legale, l’avvocato Angelo Di Pumpo ha poi spiegato ai cronisti che il suo assistito aveva assunto droga la sera precedente il grave fatto di sangue. "Ha ammesso di aver avuto un vuoto di memoria quel giorno", spiega il legale a FoggiaToday. "Dice di aver fatto uso di sostanze stupefacenti - cocaina - per tutta la sera e la notte precedente il fatto e la mattina seguente”. "Papantuono si è pentito più volte", spiega il legale. "Ma solo con me, in modo ufficiale ancora non c'è nulla. Il nostro obiettivo è accertare la verità e andare al dibattimento e capire come mai sia stata fatta un'azione così efferata", conclude

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