Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Cellole

Prof ucciso e dato alle fiamme, il killer 84enne a processo per omicidio

L'omicida Angelo Gentile dovrà presentarsi dinanzi al gup Stadio per rispondere della morte di Pietro Caprio

Sarà processo per Angelo Gentile, 84enne di Baia Domizia, killer di Pietro Caprio, insegnante di scienze motorie 58enne di Cellole in servizio a Minturno e socio di una cooperativa di salvataggio attiva sul Litorale Domizio, ritrovato carbonizzato a bordo di una Dacia Duster vecchio modello in prossimità della Pineta di Cellole, in località Pietre Bianche, nella tarda mattinata di sabato 4 novembre 2023.

E’ quanto disposto dal sostituto procuratore Gionata Fiore che ha escluso l’aggravante della premeditazione. Il killer 84enne dovrà presentarsi dinanzi al gup Alessia Stadio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel mese di settembre.

Secondo la ricostruzione della Procura sammaritana, Caprio sarebbe stato attinto da un colpo d’arma da fuoco proveniente dal fucile dell'84enne e poi dato alle fiamme per cancellare ogni traccia. Per stessa ammissione di Angelo Gentile agli inquirenti, non utilizzava le armi in suo possesso da anni. Tesi discorde con il risultato dei test effettuati sugli indumenti del killer, giacché lo stub rilevò tracce di polvere da sparo recenti. Per la Procura è certa la responsabilità di Angelo Gentile. L’84enne venne fermato con l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere. I carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca sono risaliti all'omicida grazie alle immagini dei circuiti di videosorveglianza pubblici installati via Pietre Bianche, dove si nota la vettura dell'84enne, una Fiat Palio, che si affianca a quella della vittima, una Dacia Duster, in direzione del canneto presente in quella località. Dopo circa 20 minuti dai filmati si vede solo la vettura dell'indagato lasciare la località Pietre Bianche a Baia Domizia. Le successive indagini dei militari hanno fatto sì che si risalisse a Gentile. A casa dell'indagato i carabinieri hanno ritrovato due fucili da caccia a doppietta e sottoposto l'auto a sequestro.

Sentito dal pm per 4 ore in sede di interrogatorio Angelo Gentile, assistito dal suo legale Gabriele Gallo, ha ammesso di conoscere la vittima dal 2002. In quell'anno Pietro Caprio gli avrebbe 'prestato' 10.000 euro la cui ultima 'rata di estinzione' risale a qualche settimana fa. Ha dapprima negato di aver utilizzato l'auto nel pomeriggio di venerdì 3 novembre, fascia oraria in cui si è consumato l'atroce delitto in soli 20 minuti per poi ‘ magicamente’ ricordare l’utilizzo della propria vettura per accedere al fondo sito nella località del ritrovamento della vittima.

L’84enne avrebbe poi fornito agli inquirenti un diverso scenario. Pietro Caprio era in compagnia di una donna in intimità e c’era un uomo poco distante appostato che li osservava. Versione dei fatti non credibile agli occhi degli investigatori. Nella mattinata del 4 novembre Pietro Caprio giaceva al posto di guida a bordo della Dacia Duster completamente annerita e con parte dei vetri infranti a causa dell'incendio quando è stato ritrovato da due guardie venatorie della sezione Federcaccia di Sezione di Cellole che hanno allertato i soccorsi. La pioggia torrenziale dei giorni scorsi ha evitato che il rogo coinvolgesse il canneto in prossimità del quale è stata fatta la macabra scoperta.

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