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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Cellole

Prof ucciso e dato alle fiamme, il presunto killer spedito ai domiciliari

Gentile lascia il carcere dopo 4 giorni dal ritrovamento del corpo di Caprio in un canneto

Sciolta la riserva del gip Daniela Vecchiarelli del tribunale di Santa Maria Capua Vetere su Angelo Gentile, 84enne di Baia Domizia, sulla misura cautelare da applicarsi a seguito dell'udienza di convalida del fermo per omicidio e distruzione del cadavere di Pietro Caprio, emesso dai sostituti procuratori Chiara Esposito e Gionata Fiore.

Per gli inquirenti l’84enne sarebbe responsabile del feroce assassinio del docente, 58enne di Cellole, ritrovato carbonizzato a bordo della Dacia Duster intestata all’anziana madre in prossimità del canneto di via Pietre Bianche a Baia Domizia sabato 4 novembre. Il gip sammaritano all'esito dell'udienza di convalida e delle dichiarazioni rese dall'indagato su una possibile esistenza di una donna in compagnia della vittima ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nonostante permangano gravi indizi di colpevolezza a suo carico. Una decisione che ha creato non poche perplessità per gli inquirenti sulla possibilità di inquinamento delle prove da parte dell'indagato. Da pochi minuti quindi si sono schiuse le porte del carcere per Angelo Gentile che sta facendo ritorno nella sua abitazione a Baia Domizia.

Assistito dal suo legale Gabriele Gallo, l’indagato ha riferito al giudice di ricordare perché il pomeriggio del 3 novembre si trovasse in via Pietre Bianche “per accedere al fondo e lì ho visto Pietro nella macchina della mamma con una donna in intimità. Li ho visti e mi sono fatto i fatti miei andandomene”. Una versione dei fatti che non ha convinto i pm. Per gli inquirenti si tratterebbe di uno escamotage dell'indagato per discolparsi. Sulla base delle immagini, alquanto nitide dei circuiti di video sorveglianza cittadina, alle 14 circa in via Pietre Bianche si scorgono sia la vettura della vittima che la vettura dell’84enne, una Fiat Palio, in direzione del canneto e dopo 23 minuti esatti si vede dai filmati uscire dalla strada solo la vettura di Angelo Gentile.

Dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca il movente dell’omicidio sarebbe legato a rancori per un debito.

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