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Nicola Schiavone

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Omicidio nella faida, Schiavone: "Orabona tradì il suo gruppo"

Il figlio del capoclan accusa: "Fece il doppio gioco e consentì l'eliminazione di Villano"

Nell'eliminazione di Nicola Villano, Salvatore Orabona, che faceva parte del gruppo degli aversani, "fece il doppio gioco". E' uno dei passaggi contenuti nella ricostruzione scritta del delitto fornita agli inquirenti della Dda da Nicola Schiavone, il figlio di Sandokan che da oltre un anno sta collaborando con la giustizia.

Schiavone ha spiegato come l'omicidio si colloca in un periodo storico in cui vi erano contrasti, relativi alle estorsioni, con il gruppo degli aversani "facente capo a Raffaele Della Volpe, Salvatore Orabona, e lo stesso Nicola Villano". Ma nell'esecuzione del delitto ci fu il tradimento di Orabona al suo gruppo. 

"Mi dissero che furono affidati compiti di appoggio logistico e di specchiettista a Salvatore Orabona, il quale facendo parte del gruppo degli aversani sostanzialmente li tradì consentendo la loro eliminazione", ha detto Schiavone agli inquirenti.

Il gruppo di fuoco raggiunse Villano in un autolavaggio a San Marcellino e lo freddò con una raffica di colpi di fucili carichi a pallettoni ed armi automatiche. Dichiarazioni che sono finite nel processo a carico di Michele Zagaria (difeso dall'avvocato Paolo Di Furia) ed Antonio Iovine, accusati di essere i mandanti del delitto di camorra.

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