Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca San Cipriano d'Aversa

Omicidio nella faida di camorra, in 5 chiedono l'abbreviato

Domenico Cioffo eliminato nella guerra tra i Casalesi e il gruppo di Quadrano

Scelgono il rito abbreviato 5 persone coinvolte nell'omicidio di Domenico Cioffo, ucciso a San Cipriano d'Aversa il primo febbraio 1995 durante la faida di camorra tra il clan dei Casalesi e quello di Giuseppe Quadrano del quale Cioffo era un affiliato.

Dinanzi al gup Marco Discepolo del tribunale di Napoli hanno fatto richiesta di rito alternativo i collaboratori di giustizia Nicola Panaro e Giuseppe Misso; Walter Schiavone, fratello di Francesco 'Sandokan' Schiavone; Raffaele 'Rafilotto' Diana; Vincenzo Zagaria. Francesco Compagnone procederà con rito ordinario.

Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Simona Belluccio della Dda di Napoli, gli imputati insieme a Oreste Caterino (deceduto) avrebbero teso un agguato a Domenico Cioffo contro il quale esplodevano colpi di arma da fuoco che lo colpivano al capo e al corpo, provocandone la morte. Il movente dell'omicidio fu quello dell'affermazione della supremazia dei Casalesi sul clan rivale.

In particolare, Walter Schiavone e Vincenzo Zagaria in qualità di capi all'epoca del clan dei Casalesi diedero l'ordine di eliminare l'affiliato dei Quadrano. Misso, Panaro e Caterino furono gli esecutori materiali dell'efferato delitto. Reperirono le armi, pistola e fucile, l'autovettura, una Alfa 33 e si appostarono per due giorno presso l'abitazione di Francesco Compagnone in attesa del momento propizio per far fuori Cioffo. Raffaele 'Rafilotto Dianna ebbe il ruolo di specchiettista.

Si torna in aula a ottobre per lo scioglimento della riserva del gup partenopeo. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Pasquale Diana, Maria Di Cesare, Maurizio Balzano, Pasquale Davide De Marco, Antonio Di Micco.

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