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Ucciso su ordine del boss perché faceva sesso non protetto con le donne del clan

I risvolti dell'indagine dei carabinieri coordinata dalla Dda che hanno portato all'ordine di arresto a carico di Mario Esposito. Sei pentiti ricostruiscono i fatti: "Il corpo è stato dissotterrato"

Il braccio destro del boss Augusto La Torre era ritenuto inaffidabile e pericoloso e per questo andava eliminato. E' quanto hanno ricostruito i carabinieri di Sessa Aurunca che hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a Mario Esposito, boss di Sessa Aurunca, attualmente detenuto nel carcere di Opera.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Sessa Aurunca, che hanno indagato sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, Brodella, nonostante affetto dal virus dell'Hiv, avrebbe continuato ad avere rapporti non protetti con donne del clan che venivano utilizzate come "merce di scambio negli affari della camorra". Al punto che lo stesso La Torre, per un periodo, aveva avuto il timore di essere stato contagiato.

Ferdinando Brodella, benché fosse il pupillo di La Torre, tanto da sostituirsi al boss nei summit della camorra nei periodi di detenzione di Augusto, fu sordo ai richiami del boss e del clan. Una mina vagante che andava eliminata. 

Nel febbraio del 1993 Mario Esposito, capoclan dei Muzzoni di Sessa Aurunca, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe ucciso Brodella e seppellito il corpo nella masseria di un affiliato al clan dei Muzzoni in via Fosso Cupo a Sessa Aurunca. Il corpo di Ferdinando Brodella non venne mai ritrovato dagli inquirenti. A seguito delle dichiarazioni dei pentiti del clan dei Muzzoni e dei Chiuovi, il corpo di Brodella venne dissotterrato dal terreno di 'Totore a ruspa' e vennero disperse le ossa. A collaborare con la giudizia sono stati Gianfranco Mancaniello, Mario Sperlongano, Stefano Piccirillo, Giuseppe Valente, Stefano e Michele Persichino.

Già nel 2005 Verolla, Tiberio La Torre e lo stesso Augusto La Torre furono destinatari di ordinanze di custodie cautelari a vario titolo per l'omicidio di Ferdinando Brodella. L'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Mario Esposito, emessa dal gip su richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, é stata resa possibile a seguito di un'espansione del mandato di estradizione spagnolo grazie al quale il boss sessano era in carcere ad Opera (Milano) per diverse accuse di omicidi a suo carico.

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