Due omicidi nella faida di camorra: chieste 7 condanne per i gotha dei Mazzacane

Il pm ha invocato l'ergastolo per Domenico Belforte e 20 anni per suo fratello Salvatore per i delitti di Farina e Russo

I fratelli Salvatore e Domenico Belforte

Dopo il cambio del giudice, con il fascicolo passato nelle mani del giudice Bardi del tribunale di Napoli, si torna in aula nel processo, con rito abbreviato, ai gotha del clan Belforte accusati del duplice omicidio di Giovanbattista Russo e Giuseppe Farina, avvenuti negli anni '90 nell'ambito della faida che vide opposti per il monopolio criminale dell'area a sud di Caserta i Mazzacane al gruppo dei Piccolo-Letizia, soprannominati 'Quaqquaroni'. 

Il processo, che era quasi alle battute finali, è di fatto ricominciato da capo. Nel corso dell'udienza celebrata in mattinata si è assistito alla requisitoria del pubblico ministero della Dda Luigi Landolfi che si è riportato alla requisitoria già pronunciata a fine maggio. E' stato chiesto l'ergastolo per Domenico Belforte; 30 anni di carcere per Pasquale Cirillo, Felice Napolitano e Gennaro Buonanno, 20 anni per Salvatore Belforte e Luigi Trombetta; 12 anni per Bruno Buttone (collaboratore di giustizia). Il processo riprenderà fra un paio di settimane per le discussioni dei difensori. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Salvatore Piccolo, Franco Liguori, Massimo Trigari e Giuseppe Foglia.

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I due omicidi di Farina e Russo, uccisi tra il 1992 ed il 1997, si inseriscono a pieno titolo nella guerra che vide tra gli anni 1986/2007 contrapposti due clan, per l’egemonia territoriale dei traffici illeciti nell’area di Marcianise. In particolare, l'omicidio di Russo, detto 'o Pechinese, maturò in quanto la vittima era affiliato al clan Piccolo, mentre il figlio Mario, a sua volta elemento di spicco di quel clan divenne poi a sua volta collaboratore di giustizia. Provvidenziali nelle indagini per far luce sul delitto, avvenuto in un'officina a Marcianise, le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia. 

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