Cronaca

Il 2020 di sangue, sei omicidi nel casertano

Due femminicidi e 3 confessioni dopo il delitto. Solo un caso irrisolto

Diminuiscono gli omicidi nel casertano rispetto all'anno precedente. Sono 6 i delitti commessi nel 2020 (nel 2019 erano stati 9). Per ben 3 casi i killer hanno confessato i fatti di sangue mentre solo in un caso gli assassini, tuttora a processo, si sono professati innocenti. Due i casi irrisolti ma uno dei delitti è avvenuto fuori provincia ed ha avuto come vittima un casertano. Due i femminicidi verificatisi nell’anno.

Ad aprire l'anno di sangue Anthony Amadi, 30enne nigeriano, ucciso con una coltellata in un terreno in località Ischitella il 27 febbraio a Castel Volturno. Per il delitto sono a processo due persone. Secondo quanto ricostruito l'omicidio sarebbe avvenuto per un'auto rubata dalla vittima. Il 23 maggio nel capoluogo una donna, Rubina Chirico, è stata uccisa a coltellate dal figlio Eduardo. L'aggressione è avvenuta nel cuore della notte mentre la donna stava dormendo. Intorno alle 12 del giorno si è recato in Questura dove si è costituito confessando il matricidio. Il 24 maggio a Castel Volturno a perdere la vita è stato Augusto Grillo. Il 37enne è stato ammazzato con una coltellata al petto al culmine di una lite durante una cena tra amici. Il killer, dopo qualche ora di ricerca da parte dei carabinieri, venne rintracciato e confessò l'omicidio.

Il 9 luglio a Casoria è stato ucciso con 4 colpi di pistola Antimo Giarnieri, appena 18enne di Aversa. Il ragazzo, fratello di Vittorio Giarnieri (condannato per essere un componente della frangia legata ai Bidognetti chiamata 'Nuova Gerarchia del clan dei Casalesi') è stato ammazzato in un agguato. Il 10 settembre a Castel Volturno un commando armato è entrato in azione in via Brescia uccidendo a colpi di arma da fuoco un uomo nigeriano e ferendo un suo connazionale. Il delitto sarebbe avvenuto nell'ambito di un regolamento di conti tra bande dedite allo spaccio di stupefacenti. L'11 novembre a tingersi di sangue è San Felice a Cancello dove un imbianchino, Michele Marotta, ha ucciso nei pressi di una cava sua moglie, Maria Tedesco, di 33 anni, con 4 colpi di pistola. Il movente del delitto è legato a questioni sentimentali.

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