Omicidi nella faida, l'avvocato: "Riconoscere collaborazione di Salvatore Belforte"

Chiesta l'attenuante per il boss dei Mazzacane per i delitti di Russo e Farina

Salvatore Belforte

"A Salvatore Belforte va riconosciuta l'attenuante della collaborazione con la giustizia". Lo ha detto l'avvocato Salvatore Piccolo nel corso della sua arringa nel processo che vede imputato il boss dei Mazzacane per il duplice delitto di Giovanbattista Russo e Giuseppe Farina, avvenuti nella faida che vide contrapposti i gruppi dei Piccolo-Letizia e dei Belforte.

Il legale ha sottolineato come siano state proprio le dichiarazioni di Salvatore Belforte, per il quale la procura della Dda ha invocato la condanna a 20 anni, a consentire agli inquirenti di far luce sui due omicidi. Dei delitti, infatti, avrebbe parlato prima Bruno Buttone le cui dichiarazioni sono state riscontrate proprio da Belforte che ha anche lanciato accuse all'indirizzo del fratello, Domenico Belforte, svelando mandanti ed esecutori degli omicidi. L'avvocato Piccolo ha, dunque, concluso chiedendo la concessione dell'attenuante della collaborazione con la giustizia (nonostante la revoca del programma di protezione da parte della Distrettuale Antimafia), oltre alla concessione delle attenuanti generiche. 

Nel corso dell'udienza di oggi si è assistito anche all'arringa dell'avvocato Massimo Trigari, difensore proprio di Domenico Belforte per il quale è stato chiesto l'ergastolo. Il processo riprenderà a inizio luglio quando sono state calendarizzate le altre arringhe difensive (tra i difensori è impegnato anche l'avvocato Franco Liguori).

Il pm nella sua memoria, oltre alle condanne per i due Belforte, ha chiesto 30 anni di carcere per Pasquale Cirillo, Felice Napolitano e Gennaro Buonanno, 20 anni per Luigi Trombetta; 12 anni per Bruno Buttone (collaboratore di giustizia).

I due omicidi di Farina e Russo, uccisi tra il 1992 ed il 1997, si inseriscono a pieno titolo nella guerra che vide tra gli anni 1986/2007 contrapposti due clan, i Piccolo, noti come i“Quaqquaroni” ed i Belforte soprannominati i“Mazzacane”, per l’egemonia territoriale dei traffici illeciti nell’area di Marcianise.

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