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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Nessuno scambio di favori tra Porfidia e Schiavone: colpo di spugna del giudice su rinuncia a contenzioso

Le motivazioni del gup sulla sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell'ex parlamentare ed ex sindaco di Recale

"La rinuncia al contenzioso giudiziario non rappresentava diretta utilità per gli interessi economici/imprenditoriali di Vincenzo Schiavone (patron della Clinica Pineta Grande di Castel Volturno nda). La rinuncia al contenzioso giudiziario da parte di Porfidia era l'effetto di un vero e proprio accordo transattivo da parte di varie strutture private del casertano con i vertici della struttura sanitaria commissariale". Non ci fu, dunque, alcun accordo corruttivo.

È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza di non luogo a procedere emessa lo scorso gennaio dal Giudice dell'Udienza Preliminare Orazio Rossi del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti del patron della casa di cura Villa del Sole Americo Porfidia, ex sindaco di Recale ed ex parlamentare per il reato di indebita induzione a promettere o dare utilità coinvolto nel 'Sistema Pineta Grande' sui permessi illegittimi a costruire in cambio di favori ed assunzioni che portò all'iscrizione nel registro degli indagati di 36 persone tra cui il patron della clinica Pineta Grande, l'ex sindaco del tempo della città litoranea Dimitri Russo, consiglieri comunali dell'amministrazione di allora, dipendenti dell'ufficio tecnico del comune castellano, l'ex manager dell'ASL di Caserta Mario Di Biasio, l'ex sovrintendente Salvatore Buonomo nonché esponenti della struttura sanitaria commissariale regionale: tutti rinviati a giudizio.

Vennero accusati a vario titolo per reati di corruzione (accusa già caduta in sede di udienza preliminare), indebita induzione a promettere e dare utilità, falso, abuso d'ufficio, reati urbanistici e paesaggistici nonché rivelazione di segreti d'ufficio. L'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere avviata nel 2018 fece emergere come l'ampliamento in corso di realizzazione della casa di cura della Clinica Pineta Grande autorizzato con delibere di consiglio comunale e successivi permessi a costruire si ponesse in palese violazione delle normative riguardanti la realizzazione o l'ampliamento delle strutture sanitarie. Risultarono violate le norme in merito all'aumento dei posti letto o di servizi sanitari in assenza della verifica di compatibilità con il fabbisogno sanitario regionale e con le esigenze di locazione territoriale. Numerosi furono i contrasti con la normativa edilizia ed in tema di urbanistica in particolar modo quelle della Regione Campania che vietavano nei comuni privi di strumentazione urbanistica nuove costruzioni o ampliamenti di costruzioni già esistenti nel perimetro urbano. Atti illegittimi vennero adottati non solo dagli organi tecnici ed amministrativi del comune di Castel Volturno ma anche da politici e dai vertici della struttura commissariale sanitaria della Regione Campania.

La figura di Americo Porfidia emerge in contrapposizione a quella del dominus di Pineta Grande Vincenzo Schiavone per la rinuncia ad un contenzioso giudiziario avviato contro la struttura commissariale che venne ravvisata dalla Procura come il conseguimento di un illecito scambio di favori al fine di ottenere l'ampliamento della propria struttura sanitaria. Porfidia nel 2018 aveva richiesto una rimodulazione delle discipline sanitarie allocate presso la propria struttura sanitaria ossia la chirurgia vascolare e l'urologia e precedentemente tale richiesta era stata rigettata dalla competente struttura sanitaria commissariale. Decisione avverso la quale il legale rappresentante della casa di cura Villa del Sole aveva avviato un contenzioso giudiziario. Per gli inquirenti l'illecito scambio sarebbe avvenuto allorché Porfidia avrebbe ottenuto l'accoglimento della sua istanza previa rinuncia al contenzioso in atto. Tant'è che nell'ottobre del 2018 avrebbe sottoscritto presso gli ufficio della struttura commissariale regionale un accordo nel quale era avvenuta la rimodulazione a proprio indebito vantaggio e ciò previo impegno alla rinuncia al contenzioso.

I difensori di Porfidia gli avvocati Ferdinando Trasacco e Fabio Ucciero hanno mostrato che nel 2017 era intervenuto un accordo di contenuto transattivo tra varie strutture sanitarie private casertane e la struttura commissariale regionale in forza del quale i soggetti si impegnavano a rinunciare ai contenziosi giudiziari presso i vertici commissariali e ciò laddove fossero state accolte le richieste di rimodulazione dei posti letto o delle discipline mediche loro accreditate. Traccia di un accordo già presente nella delibera del cda della struttura sanitaria di Porfidia. Nessun accordo corruttivo venne quindi a sussistere.

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